- Destra Sinistra - Giorgio Gaber
- Io non mi sento italiano - Giorgio
- Qualcuno Era Comunista –Giorgio Gaber
La storia di Giorgio Gaber I Lunatici raccontano la storia di un uomo che ha declinato l'arte in tutte le sue forme, Giorgio Gaber
Gli operai hanno addosso soltanto una rabbia che cresce una rabbia che si estende da sbattere addosso ai padroni che la polizia difende
Gli operai hanno ancora una forza per non farsi fregare dalla gente perbene che con tante parole con tante promesse li frena li tiene
"Tutti noi ce la prendiamo con la storia ma io dico che la colpa è nostra, è evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra. Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra"
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| Giorgio Gaber |
"L'ideologia, l'ideologia non so se è un mito del passato o un'isteria, è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché con la scusa di un contrasto che non c'è se c'è chissà dov'è se c'è chissà dov'è"
●COVER
Mi scusi Presidente ma questo nostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po' sfasciato. E' anche troppo chiaro agli occhi della gente che tutto è calcolato e non funziona niente. Sarà che gli italiani per lunga tradizione son troppo appassionati di ogni discussione. Persino in parlamento c'è un'aria incandescente si scannano su tutto e poi non cambia niente.
Mi scusi Presidente ma ho in mente il fanatismo delle camicie nere al tempo del fascismo. Da cui un bel giorno nacque questa democrazia che a farle i complimenti ci vuole fantasia. Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono.
"Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona"
"Sì, qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come, più di sé stesso. Era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra, il senso di appartenenza a una razza, che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita. No, niente rimpianti. Forse anche allora molti, avevano aperto le ali, senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora, ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra, il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo"
Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore perfino il cardinale l'han mezzo rovinato. Gli han portato via La casa, il cascinale la mucca il violino la scatola di kaki la radio a transistor i dischi di Little Tony la moglie. E po', cus'è? Un figlio militare ah beh, sì beh gli hanno ammazzato anche il maiale pover purscel nel senso del maiale sì beh, ah beh, sì beh
E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam
Una mattina mi son svegliato
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.O partigiano portami via
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.E se io muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.Seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e le genti che passeranno
mi diranno che bel fior.E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà.
(Bella ciao delle mondine)
Alla mattina appena alzatao bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
alla mattina appena alzata
in risaia mi tocca andar.E fra gli insetti e le zanzare
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e fra gli insetti e le zanzare
un dur lavoro mi tocca far.Il capo in piedi col suo bastone
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
il capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar.O mamma mia o che tormento
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o mamma mia o che tormento
io t'invoco ogni doman.Ed ogni ora che qui passiamo
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ed ogni ora che qui passiamo
noi perdiam la gioventù.Ma verrà un giorno che tutte quante
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà.
Hemm faa la guerra in Albania poeu sù in montagna a ciapà i ratt. Negher, todesch de la Wermacht mi fan morire domà a pensagh! Poeu m’hann cataa in d’ona imboscada pugn e pesciad e ‘na fusilada
Ma mi, ma mi, ma mi quaranta dì, quaranta nott a San Vittor a ciapà i bott dormì de can, pien de malann. Ma mi, ma mi, ma mi quaranta dì, quaranta nott sbattuu de sù, sbattuu de giò mi son de quei che parlen nò!
Web e Video:
Canzoni della mala – La storia del progetto teatrale e musicale ideato da Strehler su Wikipedia.
Ma mi – La scheda critica del brano, le sue origini e le censure d'epoca.
Giorgio Strehler spiega "Ma mi" – L'intervista cult del 1982 a Blitz con Gianni Minà su YouTube.
Discografia:
Ornella Vanoni – Le canzoni della mala (EP 45 giri). Etichetta: Ricordi, 1959.
Hai finito il tuo lavoro hai tolto trucioli dalla scocca è il tuo lavoro di catena che curva a poco a poco la tua schiena
Sei già pronto per partire spegni tutte le luci di casa metti il tuo abito migliore e pulito lasci al gatto la carne per tre giorni e insieme a una Torino abbandonata trovi la tua macchina bruciata
Il ragazzo della via Gluck: storia, significato e curiosità della canzone di Adriano Celentano
Là dove c'era l'erba ora c'è una città e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà
Non so, non so perché continuano a costruire, le case e non lasciano l'erba non lasciano l'erba
"...La medicina moderna ha fatto veramente enormi progressi: pensate a quante nuove malattie ha saputo inventare...”
Addio, Lugano bella, o dolce terra pia,scacciati senza colpa gli anarchici van via; e partono cantando con la speranza in cor, e partono cantando con la speranza in cor.
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| Pietro Gori |
Ed è per voi sfruttati, per voi lavoratori,che siamo ammanettati al par dei malfattori;eppur la nostra idea non è che idea d’amor.