"...Finché l'uomo sfrutterà l'uomo, finché l'umanità sarà divisa in padroni e servi, non ci sarà né normalità né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui..."
Pier Paolo Pasolini è stato uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento. Poeta prima di ogni altra cosa, fu anche scrittore, regista, sceneggiatore, attore, pittore e drammaturgo. La sua attività, ampia e multiforme, lo vide distinguersi come critico letterario, romanziere, linguista, traduttore e saggista, confermandone la straordinaria versatilità culturale.Acuto osservatore dei profondi mutamenti della società italiana dal secondo dopoguerra alla metà degli anni Settanta, fu una figura spesso controversa, capace di suscitare accesi dibattiti e forti polemiche. I suoi giudizi, radicali e provocatori, si rivolgevano soprattutto contro la mentalità borghese e la nascente società dei consumi, che considerava responsabili di un’omologazione culturale e morale. Seguì con attenzione anche le tensioni e le istanze del Sessantotto, mantenendo sempre una posizione autonoma e critica. Il suo rapporto con la propria omosessualità, vissuto in un contesto storico segnato da pregiudizi e repressioni, contribuì a definire il suo profilo pubblico, intrecciandosi con la sua produzione artistica e con la sua costante riflessione sulla diversità, il potere e l’emarginazione.
https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini
Un secolo fa nasceva Pier Paolo Pasolini. Poeta, scrittore, pittore, regista, giornalista, Pasolini è stato soprattutto un intellettuale, eretico e controcorrente ma sempre acuto e profetico nell'osservare la realtà con il coraggio della ragione e delle idee. Brutalmente assassinato a 53 anni, l'autore degli "Scritti Corsari" ha detto molto, ma molto avrebbe avuto ancora da dire. La testimonianza di Dacia Maraini. Di Claudia Fayenz

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