Rebel Songs

mercoledì, maggio 27, 2026

Gagarin - Cisco


Gagarin di Cisco: significato della canzone sul primo uomo nello spazio.


La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
La canzone Gagarin di Cisco è contenuta nell’album Fuori i secondi, pubblicato nel 2012. 
Il disco raccoglie una serie di brani dedicati a storie e personaggi che, in modi diversi, hanno lasciato un segno nella storia.
All’interno dell’album, Gagarin è la quinta traccia ed è dedicata a Jurij Gagarin, il cosmonauta sovietico passato alla storia come il primo uomo a viaggiare nello spazio.
Nel testo compare un riferimento a Icaro, simbolo del desiderio umano di volare e di superare i propri limiti, spingendosi oltre ciò che è consentito e verso l’ignoto, pur nella consapevolezza dei rischi che questo comporta. 
Tuttavia, a differenza di Icaro, Gagarin non è una figura mitologica: è un uomo reale che riesce a trasformare in realtà quello che per secoli era stato soltanto un sogno. 
La sua impresa rappresenta quindi l’intera umanità nel momento in cui supera un confine storico.
Cisco tratteggia Gagarin come una sorta di eroe moderno e romantico, simbolo di uno sguardo nuovo sul mondo. 
Nel testo ricorre più volte l’espressione “la Terra da quassù è meravigliosa, senza più frontiere, senza più confini”, chiaro richiamo alle celebri parole attribuite a Gagarin: “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”. 
Da quella prospettiva tutto cambia: confini, divisioni e conflitti umani perdono significato e la Terra appare come un’unica casa comune.
Nella stessa direzione va anche la riflessione attribuita al cosmonauta: “Girando attorno alla Terra, nella navicella, ho visto quanto è bello il nostro pianeta. Il mondo dovrebbe permetterci di preservare ed aumentare questa bellezza, non di distruggerla”. 
Da queste parole emerge l’immagine di una Terra bella, unica e fragile, un’idea che traspare chiaramente anche nella canzone.
Dal punto di vista musicale, il brano si discosta in parte dal classico folk-rock, sperimentando sonorità più soffuse e rarefatte. 
Questo stile contribuisce a evocare la sensazione del volo nello spazio e la solitudine di un uomo chiuso nella sua piccola capsula.

La Terra da qua su è meravigliosa senza più frontiere, senza più confini. Ho superato l'umana ragione in una incredula contemplazione, alla bellezza occorre distanza, allo splendore la lontananza.
Jurij Gagarin
Jurij Gagarin è stato un cosmonauta e aviatore sovietico, celebre per essere stato il primo uomo nello spazio. Il 12 aprile 1961 compì un volo storico a bordo della Vostok 1, orbitando attorno alla Terra e inaugurando simbolicamente l’era spaziale. 
La sua impresa ebbe un’enorme risonanza mondiale e lo trasformò in un eroe internazionale e simbolo del successo sovietico nella corsa allo spazio.
Nato nel 1934 in un villaggio della regione di Smolensk, proveniva da una famiglia contadina che soffrì duramente durante l’occupazione nazista nella Seconda guerra mondiale. Fin da giovane si appassionò al volo, studiò in scuole tecniche e poi nell’aviazione militare sovietica, diventando pilota di caccia. Nel 1960 fu selezionato per il programma spaziale Vostok grazie alle sue eccellenti capacità fisiche e psicologiche.
Dopo il successo della missione spaziale, Gagarin viaggiò in molti paesi come ambasciatore dell’Unione Sovietica, ricevendo onorificenze e riconoscimenti internazionali. Continuò a lavorare nel programma spaziale come istruttore e dirigente del centro di addestramento cosmonauti.
Morì prematuramente nel 1968, a soli 34 anni, durante un volo di addestramento su un caccia MiG-15. La sua figura è rimasta una delle più importanti e amate della storia dell’esplorazione spaziale.

Tracce e letture consigliate:

Web:

Jurij Gagarin – La biografia completa e i dettagli del volo della Vostok 1 su Wikipedia.
Presentazione dell'album  sito web di Cisco

Discografia:

Cisco – Fuori i secondi (CD/LP). Etichetta: Universal Music / Otorecords, 2012


venerdì, maggio 22, 2026

The Partisan - Leonard Cohen


The Partisan di Leonard Cohen: significato della canzone sulla Resistenza e contro l’oppressione.

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
The Partisan è uno dei brani più intensi interpretati da Leonard Cohen, pubblicato nel 1969 nell’album Songs from a Room, il disco che segnò in modo decisivo la sua affermazione sulla scena internazionale.
L’album arrivò al decimo posto nelle classifiche canadesi e al secondo in quelle britanniche, e contiene brani diventati fondamentali nella sua carriera, come Bird on the Wire e Seems So Long Ago, Nancy.
Sebbene sia spesso associata a Cohen, The Partisan non è una sua composizione originale.
Le sue radici affondano nella memoria della Resistenza francese. 
Il brano nasce infatti come rielaborazione di Complainte du partisan (“Il lamento del partigiano”), scritto nel 1943 a Londra da Emmanuel d’Astier de La Vigerie, figura centrale della Resistenza francese, e musicato dalla cantautrice russa Anna Marly.
Nato come vero e proprio inno antifascista, il brano veniva trasmesso dalla BBC verso la Francia occupata, diventando rapidamente un simbolo di speranza e resistenza per chi combatteva in clandestinità contro l’occupazione nazista.
Successivamente la canzone venne ascoltata dal paroliere americano Hy Zaret, noto anche per aver scritto Unchained Melody.
Colpito dal testo, ne realizzò una libera traduzione in inglese: è proprio questa versione che Leonard Cohen conobbe e decise di incidere, alternandola ad alcuni versi originali in francese.
Les Allemands étaient chez moi,ils me dirent : « Résigne-toi »,mais je n'ai pas peur. J'ai repris mon arme.
Nell’adattamento di Leonard Cohen viene eliminata una strofa presente nell’originale, successivamente recuperata nella versione di Joan Baez e anche il finale subisce alcune modifiche.
Cohen, però, durante i concerti, chiarì più volte che il testo non doveva essere interpretato in senso strettamente storico o letterale, ma come portatore di un significato universale. 
I “tedeschi” citati nella canzone non rappresentano soltanto i nazisti, ma diventano il simbolo di ogni forma di oppressione politica, militare o morale.
Emblematica, in questo senso, fu la dedica fatta dall’artista alla memoria dei quattro studenti uccisi il 4 maggio 1970 alla Kent State University durante una manifestazione contro la guerra del Vietnam.
Per questo The Partisan è stata spesso considerata non soltanto una canzone sulla Resistenza francese, ma un vero e proprio inno contro tutte le forme di oppressione.
Il testo racconta in prima persona la vicenda di un combattente della Resistenza francese durante l’occupazione nazista. 
Il protagonista vive nascosto, cambia continuamente identità, perde amici e familiari, fugge senza sosta e sopravvive nella paura, ma continua comunque a resistere.
L’interpretazione di Cohen, intima e quasi sussurrata, trasforma così il brano in una riflessione universale sulla persecuzione, sulla memoria e sulla dignità umana. 
Nel corso degli anni il brano è stato reinterpretato da numerosi artisti, tra cui  Joan Baez e Buffy Sainte-Marie, affermandosi come una delle canzoni più significative del repertorio di Cohen.
Leonard Cohen, nato a Montréal il 21 settembre 1934 e scomparso il 7 novembre 2016, è stato uno dei più importanti cantautori e poeti del Novecento. 
Le sue prime opere, in particolare Songs of Leonard Cohen, imposero uno stile folk essenziale e profondamente letterario, destinato poi a evolversi verso sonorità più moderne. 
Le sue canzoni affrontano temi come l’amore, la spiritualità, la solitudine e la fragilità delle relazioni umane. 
Brani come Suzanne, Bird on the Wire e Sisters of Mercy sono stati reinterpretati centinaia di volte, mentre la sua influenza culturale è stata spesso accostata a quella di Bob Dylan e John Lennon. 
Nel 2008 è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

“Ho imparato questa canzone da un amico quando avevo quindici anni. Lui ne aveva diciassette e suo padre era un sindacalista. Lavoravamo in un campo a Sainte-Marguerite, nel Québec, e ogni mattina cantavamo insieme sfogliando The People’s Song Book dalla prima all’ultima pagina. Così sviluppai la curiosa idea che i nazisti fossero stati sconfitti dalla musica.” 
Leonard Cohen

Quando ci hanno invaso attraversando la frontiera mi fu intimato di arrendermi questo non potevo accettarlo ho preso il mio fucile e sono sparito ho cambiato il mio nome così tante volte ho perso mia moglie ed i miei figli ma ho molti amici e qualcuno di loro è ancora con me Una donna anziana ci ha fornito un rifugio ci ha tenuto nascosti nella soffitta poi sono arrivati i soldati lei è morta senza un fiato. Eravamo in tre questa mattina sono solo io questa sera ma devo andare avanti le frontiere sono la mia prigione Il vento, il vento sta soffiando attraverso le tombe il vento sta soffiando la libertà ritornerà presto ed allora noi usciremo dall’ombra I tedeschi erano nella mia casa mi hanno detto “Consegnati” ma io non ho avuto paura ho ripreso la mia arma Ho cambiato nome almeno cento volte ho perso mia moglie ed i miei figli ma ho molti amici ho (con me) tutta la Francia Un uomo anziano, all’ultimo piano ci ha nascosti solo per questa notte i tedeschi lo hanno catturato lui è morto senza esserne sorpreso Il vento, il vento sta soffiando attraverso le tombe il vento sta soffiando la libertà ritornerà presto ed allora noi usciremo dall’ombra


Ascolta su Spotify


Tracce e letture consigliate:
Libri: Leonard Cohen. Hallelujah: Testi commentati, di Roberto Caselli (Ed. Arcana). 
Web:
Leonard Cohen – La biografia del cantautore e poeta canadese su Wikipedia.
Anna Marly: A singer from Russia with words of hope for the French resistance – Il bellissimo necrologio del The Guardian che racconta la storia della compositrice originale.
The Partisan – La storia e le varie versioni del brano sulla Wikipedia inglese.
Video:
“La Complainte du partigian”- Versione originale

Discografia:

Leonard Cohen – Songs from a Room (LP). Etichetta: Columbia Records, 1969.