Rebel Songs

venerdì, novembre 06, 2026

A bocca chiusa - Daniele Silvestri

A bocca chiusa di Daniele Silvestri: significato e C'è ancora domani

La musica può fare riflettere, sognare, capire e ricordare. 
A bocca chiusa, composta e interpretata da Daniele Silvestri, è stata presentata alla 63ª edizione del Festival di Sanremo nel 2013, dove ha conquistato il sesto posto nella classifica generale.
Il brano è stato successivamente inserito nell'EP Che nemmeno Mennea, pubblicato nello stesso anno. 
È una canzone che parla del valore della partecipazione democratica e della forza della protesta. Racconta come anche il silenzio possa diventare una forma di resistenza e come una voce individuale possa trovare la propria forza nella partecipazione collettiva. 
Durante l'esibizione sul palco dell'Ariston, Silvestri è stato affiancato da Renato Vicini, interprete della Lingua dei Segni Italiana (LIS), che ha tradotto il testo attraverso i gesti. 
La LIS non è una semplice traduzione delle parole attraverso i gesti, ma una lingua a tutti gli effetti, con una propria grammatica e una propria capacità espressiva. 
L'interpretazione di Renato Vicini diventa così parte integrante della canzone, non un semplice accompagnamento
Una scelta importante, che ha trasformato l'esecuzione in un momento di comunicazione e inclusione, mostrando come esistano tanti modi diversi per esprimere un pensiero e far sentire la propria voce.
Non si trattava soltanto di rendere comprensibile la canzone a un pubblico più ampio, ma anche di riconoscere alla lingua dei segni la stessa capacità espressiva delle parole.
E andremo in strada co' tutti gli striscioni a fare come sempre la figura dei fregnoni a me de questo sai , non me ne importa niente io oggi canto in mezzo all’altra gente perché ce credo o forse per decenza che partecipazione certo è libertà ma è pure resistenza.
Il testo di A bocca chiusa mette in scena una manifestazione con sciopero che attraversa la città per rivendicare il diritto a una vita dignitosa. 
La vicenda è raccontata dall'interno, attraverso lo sguardo di una persona che partecipa al corteo.
È qualcuno che conosce bene le accuse, i luoghi comuni e la rassegnazione di chi considera inutili queste manifestazioni, ma che decide comunque di esserci. 
Da una parte c'è la folla che riempie le strade, dall'altra la questura che tende a ridimensionarne il numero. 
È il contrasto tra la percezione di chi protesta e quella delle istituzioni, tra chi vive direttamente le difficoltà e chi sembra volerle minimizzare. 
E semo tanti che quasi fa paura o solo tre sfigati come dice la questura e le parole, si lo so, so' sempre quelle ma è uscito il sole e a me me sembrano più belle scuola e lavoro, che temi originali se non per quella vecchia idea de esse tutti uguali.
I manifestanti non hanno scudi per proteggersi, armi per difendersi, caschi per nascondere il volto e nemmeno santi a cui rivolgersi. 
L'immagine più forte della canzone è quella della perdita della voce. 
Anche quando la possibilità di parlare viene negata, il protagonista non si arrende e continua a cantare, persino a bocca chiusa. 
È qui che si trova uno dei significati più profondi del brano: anche quando non si può parlare, si può continuare a comunicare e a resistere. 
L'immagine di tutta quella gente che continua a esserci, anche senza parlare, restituisce la forza di una moltitudine unita dalla stessa volontà. 
Il videoclip ufficiale di A bocca chiusa, diretto da Valerio Mastandrea, è incentrato sulla figura di Renato Vicini e sulla sua interpretazione del brano attraverso la LIS. 
La telecamera segue Vicini e, sul suo corpo, vengono proiettate immagini storiche e di repertorio che mostrano manifestazioni di piazza, scioperi e cortei in difesa della scuola e del lavoro. 
In questo modo, il corpo dell'interprete diventa il punto d'incontro tra la canzone e la memoria delle lotte sociali. 
A distanza di dieci anni dalla sua prima pubblicazione, A bocca chiusa ha trovato una nuova e importante occasione di diffusione grazie al suo inserimento nella colonna sonora del film C'è ancora domani (2023), opera d'esordio alla regia di Paola Cortellesi. 
Con questa scelta, la canzone ha assunto un significato ulteriore, legandosi alla condizione femminile, alla conquista dei diritti e alla partecipazione democratica. 
Nella scena conclusiva del film, la protagonista Delia si unisce a una moltitudine di donne che si recano ai seggi elettorali per esercitare il diritto di voto, in occasione del referendum del 2 giugno 1946. 
Le immagini in bianco e nero richiama il cinema neorealista. 
La canzone assume così un significato diverso, ma in qualche modo vicino a quello originario. 
Se nel 2013 il silenzio rappresentava la condizione di chi non veniva ascoltato e continuava comunque a protestare senza ricorrere alla violenza, nel film diventa anche il simbolo di una conquista collettiva.
Le donne che si recano alle urne non hanno bisogno di gridare. 
La loro presenza, il loro camminare insieme e il gesto di votare diventano una forma concreta di partecipazione democratica. 
Nata come una canzone dedicata a chi protesta per il lavoro, la scuola e i propri diritti, A bocca chiusa ha dimostrato di poter raccontare anche altre forme di partecipazione e di libertà. 
Prima attraverso la lingua dei segni, che ha dato spazio a un modo diverso di comunicare, poi attraverso il film di Paola Cortellesi, che ha legato il brano alla storia dell'emancipazione femminile e alla conquista del diritto di voto. 
In fondo, il messaggio rimane lo stesso: non sempre servono parole o gesti clamorosi per far sentire la propria presenza. 
A volte basta esserci, insieme agli altri, e non rinunciare ai propri diritti. 
Perché anche a bocca chiusa si può continuare a far sentire la propria voce.


Tracce e letture consigliate
Web:
Daniele Silvestri – Biografia ufficiale
Il sito ufficiale del cantautore, con le informazioni sulla partecipazione al Festival di Sanremo del 2013 e sulla pubblicazione dell'EP Che nemmeno Mennea.
ANSA – Morto Renato Vicini, l'interprete LIS con Silvestri a Sanremo
Un ricordo di Renato Vicini, protagonista dell'esibizione di A bocca chiusa all'Ariston e del videoclip diretto da Valerio Mastandrea.
Senato della Repubblica – Il 2 giugno 1946: l'Italia al voto
La storia del referendum istituzionale e dell'elezione dell'Assemblea Costituente, con i risultati della consultazione e il significato della partecipazione femminile.
Discografia e audiovisivi:
Daniele Silvestri – Che nemmeno Mennea, Sony Music, 2013.
L'EP pubblicato dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, che contiene A bocca chiusa e Il bisogno di te (ricatto d'onor).
Paola Cortellesi – C'è ancora domani, 2023.
Il film che ha riportato A bocca chiusa all'attenzione del pubblico, inserendola in una scena centrale legata alla partecipazione delle donne al voto del 2 giugno 1946.

venerdì, ottobre 30, 2026

Eurialo e Niso - Gang



Eurialo e Niso: Massimo Bubola, i Gang e la Resistenza

La musica può fare riflettere, sognare, capire e ricordare.
La canzone Eurialo e Niso, scritta da Massimo Bubola su musica di Sandro Severini e interpretata per la prima volta dai Gang nell'album Storie d'Italia del 1993, è stata successivamente incisa dallo stesso Bubola nell'album Amore & Guerra del 1996.
L'idea di scrivere questa canzone nasce da una promessa fatta da Bubola al padre, che durante la Resistenza era stato comandante, a soli 22 anni, della Brigata partigiana “Adige”, appartenente alle formazioni di Giustizia e Libertà. 
Il padre amava molto la cultura classica e, in particolare, l'Eneide di Virgilio.
Da questo legame familiare nasce il desiderio di unire la memoria della Resistenza a una storia antica: quella di Eurialo e Niso, raccontata nel nono libro dell'Eneide. 
I due giovani troiani, legati da una profonda amicizia, affrontano insieme il pericolo e vanno incontro a un destino tragico.
Bubola riprende questa vicenda e la trasferisce idealmente nel 1943, trasformando i due eroi dell'antichità in giovani partigiani. 
Una storia che attraversa i secoli e che diventa un racconto di amicizia, coraggio e sacrificio.
La vicenda si colloca dopo l'8 settembre 1943, quando l'armistizio segnò una svolta nella storia italiana e molti giovani si trovarono davanti a una scelta difficile: arrendersi, aderire alla Repubblica Sociale Italiana oppure salire in montagna per unirsi alla Resistenza.
Eurialo e Niso rappresentano due mondi diversi che si incontrano nella lotta partigiana. 
Eurialo è un fornaio, un lavoratore, mentre Niso è uno studente. 
Due ragazzi con esperienze differenti, uniti dalla stessa scelta e da un legame che si rivelerà più forte della paura.
Ai due compagni viene affidata una missione rischiosa: scendere dalla montagna e raggiungere il fiume per far saltare il ponte.
È inverno e il paesaggio è avvolto nel silenzio.
La neve e la luce della luna creano un'atmosfera carica di tensione e pericolo.
La tragedia comincia dopo che i due hanno superato le sentinelle nemiche. 
Eurialo trova una spilla d'argento con un'aquila imperiale, appartenuta a un soldato tedesco ucciso, la raccoglie e se la mette sul berretto.
È un gesto apparentemente innocente, ma che si rivelerà fatale.
Illuminata dalla luna, la spilla brilla nel buio e finisce per tradire la posizione dei due partigiani, attirando l'attenzione dei nemici e dei loro cani.
Qui Bubola riprende uno degli elementi più drammatici dell'episodio raccontato da Virgilio nell'Eneide. Anche nella storia antica, infatti, un oggetto sottratto al nemico contribuisce a rivelare la presenza dei due giovani e a portarli verso la rovina. 
Nel poema si tratta dell'elmo di un guerriero, mentre nella canzone diventa una spilla d'argento con l'aquila imperiale.
È un particolare che lega ancora più strettamente le due storie: l'emblema del potere contro cui i partigiani combattono si trasforma, senza che Eurialo possa immaginarlo, nell'elemento che contribuirà a tradirli.
La cattura e la morte dei due giovani segnano il momento più drammatico della canzone.
Eurialo viene circondato e catturato nella radura. La violenza dei nemici è crudele: viene legato a un ramo e trafitto dai coltelli, in una scena che richiama l'immagine del martirio di San Sebastiano, tradizionalmente raffigurato trafitto dalle frecce.
Niso, nascosto tra la vegetazione, assiste alla cattura dell'amico senza riuscire inizialmente a intervenire. Ma quando vede Eurialo in pericolo, il legame che li unisce è più forte della paura. 
Esce allo scoperto e affronta i nemici, riuscendo a ucciderne quattro prima di essere sopraffatto.
Alla fine cade sulla neve accanto a Eurialo, ormai senza vita. 
Anche nella morte, i due restano uniti: l'amicizia che li ha accompagnati durante la missione non viene spezzata nemmeno dalla tragedia.
Nel finale, Bubola riprende un'immagine molto suggestiva dell'Eneide, in cui Virgilio paragona la morte di Eurialo a quella di un fiore reciso. 
Nella ballata, però, il dolore lascia spazio a un'immagine di rinascita: vicino al cimitero, due alberi fioriscono in pieno inverno, con petali rossi come il sangue.
È come se la natura raccogliesse il sacrificio dei due giovani e lo trasformasse in un segno di vita. 
Il rosso dei fiori richiama il sangue versato, ma allo stesso tempo suggerisce che il loro ricordo continuerà a vivere.
E cadde sulla neve ai piedi dell'amico e cadde anche la Luna nel bosco insanguinato, due alberi fiorirono vicino al cimitero,i fiori erano rossi, sbocciavano d'inverno.
Anche la musica contribuisce a dare forza alla storia di Eurialo e Niso. 
Le diverse interpretazioni del brano mostrano come la stessa vicenda possa essere raccontata con sensibilità differenti.
Nella versione dei Gang, pubblicata nell'album Storie d'Italia del 1993 e ripresa successivamente in La Rossa Primavera del 2011, la musica ha un andamento solenne ed essenziale. 
Il ritmo richiama un andamento quasi da canto popolare, accompagnando il racconto con un tono serio e raccolto. 
Ogni strofa aggiunge un passaggio alla tragedia dei due giovani.
Nella versione incisa dallo stesso Bubola nell'album Amore & Guerra del 1996, il brano assume invece un carattere più vicino alla ballata folk-rock. 
Le chitarre, il ritmo più sostenuto e l'interpretazione intensa della voce danno al racconto un'energia diversa.
Un altro momento importante è la presenza del brano in Materiale resistente 1945-1995, il progetto musicale pubblicato nel 1995 in occasione del cinquantesimo anniversario della Liberazione. 
La raccolta riuniva gruppi e artisti della scena musicale italiana, mettendo insieme canti della Resistenza e nuove canzoni dedicate alla memoria della lotta partigiana. 
La partecipazione dei Gang con Eurialo e Niso contribuì a inserire la storia dei due giovani all'interno di un progetto più ampio, dedicato al rapporto tra musica, Resistenza e memoria storica.
Con questa canzone, Bubola ci parla di amicizia, lealtà, coraggio e sacrificio, unendo la memoria della Resistenza a una storia antica. 




Tracce e letture consigliate

Web:
Eneide, libro IX – Eurialo e Niso
Un approfondimento sull'episodio virgiliano che ha ispirato Bubola, con riassunto e analisi della vicenda dei due giovani troiani.
Editrice EDISCO – Eurialo e Niso, libro IX dell'Eneide
Un estratto didattico che permette di seguire il racconto di Virgilio e comprendere il particolare dell'elmo che, illuminato dalla luna, tradisce la presenza di Eurialo.
Discografia:
Gang – Storie d'Italia, CGD, 1993.
La prima pubblicazione discografica di Eurialo e Niso, scritta da Massimo Bubola e musicata da Sandro Severini.
Gang – Materiale resistente 1945-1995, Consorzio Produttori Indipendenti, 1995.
La raccolta realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario della Liberazione, nella quale i Gang partecipano con Eurialo e Niso.
Massimo Bubola – Amore & Guerra, Urlo/CGD, 1996.
La reinterpretazione dello stesso autore, che riprende la canzone in una versione di carattere folk-rock.
Gang – La Rossa Primavera, Latlantide, 2011.
Una nuova versione di Eurialo e Niso inserita in un album interamente dedicato alla memoria della Resistenza e ai suoi protagonisti.