Rebel Songs

venerdì, ottobre 16, 2026

Se non li conoscete - Fausto Amodei


Se non li conoscete di Fausto Amodei: significato e satira antifascista

La musica può fare riflettere, sognare, capire e ricordare.
Se non li conoscete di Fausto Amodei è una canzone satirica e antifascista pubblicata nel 1972 nell’omonimo album, per l’etichetta I Dischi del Sole.
Con ironia tagliente e sarcasmo pungente, Amodei prende di mira il Movimento Sociale Italiano (MSI) e gli ambienti neofascisti dell’Italia del dopoguerra, smascherandone simboli, comportamenti e contraddizioni.
Attraverso una sorta di guida per riconoscerli, il cantautore passa in rassegna saluti romani, marce militari, insofferenza per il rosso e retorica nazionalista. 
Ne viene fuori un ritratto provocatorio dove  la satira diventa un’arma politica.
Ma dietro la battuta c’è qualcosa di più profondo. 
Amodei non si limita a deridere chi ostenta nostalgie fasciste, ma critica anche il sistema di potere economico e politico che può sostenerlo e proteggerlo. 
Nella canzone non mancano frecciate alle complicità con la CIA, agli interessi degli industriali e a una parte della classe politica, uniti dall’obiettivo di contrastare l’avanzata del movimento operaio e delle forze comuniste.
Se non li conoscete pensate alla lontana ai fatti di Milano e di Piazza Fontana 
Il riferimento a Piazza Fontana richiama uno degli episodi più drammatici della strategia della tensione.
Il 12 dicembre 1969, una bomba esplose nella Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano, provocando 17 morti e 88 feriti. 
Le successive indagini e le sentenze hanno ricondotto storicamente la strage agli ambienti neofascisti.
Ora lo riconoscete Almirante è sempre quello con il mitra e il manganello ben nascosti nel gilet.
Il riferimento a Giorgio Almirante, storico leader del MSI, è esplicito. 
Amodei lo indica direttamente come il «capobanda», accusandolo di nascondere dietro un'immagine rispettabile le radici fasciste e la violenza del passato. 
Il fascismo non viene rappresentato soltanto come una pagina di storia chiusa nel 1945, ma come una presenza che, negli anni Settanta, cerca nuove forme di legittimazione nella vita politica italiana.
E ora rieccoli daccapo contro la democrazia con un dì con la Gestapo ora invece con la CIA
Con un linguaggio diretto, una melodia immediata e una satira senza sconti, Fausto Amodei trasforma la canzone in uno strumento di denuncia e consapevolezza. 
Un invito a osservare, ascoltare e riconoscere. 
Perché dietro certi gesti, certe parole e certi slogan possono nascondersi idee che non hanno mai smesso davvero di circolare.
E allora, se non li conoscete, imparate a riconoscerli. 
Perché il fascismo non sempre si presenta con la stessa faccia: a volte cambia abito, linguaggio e simboli, ma saperne riconoscere i segni resta fondamentale. 
Anche oggi.


Tracce e letture consigliate

Web:
Fausto Amodei. La sezione enciclopedica dedicata a Fausto Amodei
Discografia:
Fausto Amodei, Se non li conoscete, I Dischi del Sole, 1972.
L'album che contiene l'omonima canzone satirica contro il neofascismo e i suoi rappresentanti.

sabato, ottobre 10, 2026

Odio - 99 Posse



Odio dei 99 Posse: significato, protesta e memoria.


La musica può fare riflettere, sognare, capire e ricordare.
Odio, contenuta nell’album d’esordio Curre curre guagliò del 1993, è una delle canzoni con cui i 99 Posse raccontano con maggiore forza la rabbia e il disagio di una generazione cresciuta tra conflitti sociali, occupazioni, lotte studentesche e battaglie sul territorio.
L'odio è una reazione a ciò che viene percepito come ingiusto: le disuguaglianze, l’esclusione, la repressione, la guerra.
Un sentimento che nasce dalla rabbia, ma che affonda le sue radici anche nella memoria e nel desiderio di non accettare passivamente quello che accade.
Per capire Odio bisogna allora tornare alla Napoli degli anni Novanta, quando la musica underground e i nuovi movimenti politici trovano nei centri sociali e negli spazi occupati luoghi dove incontrarsi, discutere e costruire nuove forme di aggregazione.
Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, i Centri Sociali Occupati Autogestiti si diffondono in diverse città italiane.
Spazi abbandonati vengono restituiti alla città e trasformati in luoghi di musica, cultura, discussione e politica.
È in questo ambiente che rap, reggae e raggamuffin trovano terreno fertile.
La musica diventa un altro modo per raccontare la strada, le disuguaglianze e il disagio sociale, ma anche per dare voce a chi spesso quella voce non ce l'ha.
A maggio del 1991, in via Emanuele Gianturco 99 nell’ex scuola Stefano Falco, nella zona orientale di Napoli inizia l’occupazione da cui nasce il centro sociale autogestito Officina 99.
Il 9 ottobre dello stesso anno nascono i 99 Posse, che scelgono quel numero come parte della propria identità.
La musica e la militanza crescono insieme
Il centro sociale diventa uno spazio di incontro e il microfono uno strumento per raccontare quello che succede dentro e fuori quelle mura.
L' album Curre curre guagliò supera presto anche i confini dei centri sociali.
La canzone che dà il titolo all’album viene inserita da Gabriele Salvatores nella colonna sonora del film Sud.
Il disco ottiene la Targa Tenco come migliore opera dialettale e il Ciak d’oro per la migliore colonna sonora.
Nel tempo Curre curre guagliò entra anche nella classifica dei 100 migliori album italiani secondo Rolling Stone, alla posizione numero 49.
Nel 2013 il testo di Curre curre guagliò viene inoltre inserito nell’antologia scolastica Le basi della letteratura di Bruno Mondadori Editore.
Un riconoscimento curioso e significativo per un gruppo nato negli spazi occupati e nella cultura dei centri sociali, anche se alcune strofe vengono censurate.
Luca “’O Zulù” Persico in Odio sceglie l’italiano, una scelta che allarga il raggio del messaggio e permette alla canzone di parlare a un pubblico più vasto.
Zulù non cerca una melodia rassicurante: qui sono le parole a stare al centro.
E le parole guardano soprattutto alla memoria.
Uno dei passaggi più forti richiama il 12 dicembre 1969 e la strage di Piazza Fontana, inserendola nella lettura della cosiddetta strategia della tensione:
E penso al 12 dicembre '69 allo stato delle stragi allo stato delle trame e non ridono più tutti quei morti ammazzati dai proiettili vaganti o dagli sbirri infiltrati
Il passato entra così nel presente degli anni Novanta.
Nella notte tra il 18 e il 19 maggio 1991, un incendio doloso distrusse il centro sociale Corto Circuito di Roma, provocando la morte di Auro Bruni, un ragazzo di 19 anni. 
L'attentato fu ricondotto agli ambienti neofascisti, ma il delitto è rimasto senza colpevoli condannati.
Auro è vivo nel mio cuore, ma l'hanno ucciso
L’orizzonte di Odio non si ferma però all’Italia.
La rabbia si sposta anche sulla guerra e sull’interventismo occidentale, con il riferimento alla Prima guerra del Golfo:
Baghdad 1991 lo spettacolo è finito ma nel vento io sento il dolore lancinante di una madre claudicante che cerca suo figlio una speranza un appiglio... non ha orecchie l’occidente, non sente il dolore di una terra stuprata dagli anfibi della N.A.T.O.
La guerra viene guardata dalla parte delle vittime, lontano dalla rappresentazione televisiva del conflitto come spettacolo tecnologico e distante.
Il brano assume così una posizione fortemente critica nei confronti della guerra e dell'intervento militare occidentale, ma anche un atto di solidarietà verso chi ne subisce le conseguenze.
L’odio non viene presentato come un sentimento fine a se stesso.
È la risposta a qualcosa che viene percepito come intollerabile.
Nasce dalla rabbia, ma dietro quella rabbia c’è anche il bisogno di difendere qualcosa: la dignità, la libertà, la propria comunità, la possibilità di immaginare un mondo diverso.
Dietro l’odio, insomma, c’è qualcosa da proteggere.
Odio non rimane però confinata alla versione del 1993.
Nel corso degli anni il brano viene ripreso e rielaborato dalla band, soprattutto dal vivo, assumendo nuovi significati alla luce dei cambiamenti politici e sociali.
Una delle versioni più significative è quella pubblicata nel doppio album NA9910º del 2001, registrata dal vivo a Savona il 26 luglio 2001, pochi giorni dopo il G8 di Genova.
Quella registrazione arriva in un momento in cui le parole di Odio sembrano tornare improvvisamente attuali: pochi giorni prima, a Genova, il movimento contro il G8 era stato segnato dalla morte di Carlo Giuliani e dalle violenze e dagli scontri che accompagnarono quelle giornate.
In questa occasione Odio viene unita a Rappresaglia, trasformandosi in una lunga invettiva contro la violenza e la repressione dello Stato.
È come se quella rabbia avesse trovato nuove immagini e nuove ragioni per essere raccontata.
Odio rimane profondamente legata alla stagione da cui è nata, ma forse continua a parlare proprio perché mette insieme dimensioni diverse: Napoli e l’Officina 99, la memoria di Piazza Fontana, il conflitto politico, le carceri, la guerra del Golfo e la critica all’interventismo occidentale.


Tracce e letture consigliate
Web:
99 Posse sito ufficiale e discografia .Il catalogo del gruppo permette di consultare album, testi e materiali legati alla sua storia.
Rolling Stone Italia – Storia delle posse. Un approfondimento sulla nascita dell'hip hop militante in Italia, sui centri sociali e sul legame tra musica e attivismo. Storia delle posse, quando l'hip hop era militanza politica
Discografia:
99 Posse, Curre curre guagliò, 1993. Album d'esordio che contiene Odio, Rappresaglia e la title track diventata simbolo della band.
99 Posse, NA9910º, 2001. Doppio album che comprende la versione dal vivo Odio/Rappresaglia, registrata a Savona il 26 luglio 2001.