Rebel Songs

lunedì, agosto 15, 2005

Sante Caserio

 
"La patria non esiste per noi poveri operai. La patria per noi è il mondo intero... voi siete i rappresentanti della società borghese, Signori giurati; se voi volete la mia testa, prendetevela; ma non crediate con questo di arrestare la propaganda anarchica"
Sante Geronimo Caserio fu un anarchico italiano nato a Motta Visconti, in una famiglia povera.
Dopo la morte del padre, iniziò a lavorare molto giovane e si avvicinò alle idee anarchiche attraverso la lettura di giornali e libri. 
Partecipò ad attività di propaganda e antimilitariste, venendo anche arrestato.
Nel 1892 si trasferì in Francia per evitare il servizio militare e continuò a lavorare come fornaio, mantenendo i contatti con gli ambienti anarchici. 
Il 24 giugno 1894, a Lione, aggredì con un pugnale il presidente francese Marie-François Sadi Carnot, che morì poche ore dopo a causa della ferita. 
Caserio dichiarò di aver agito da solo e di essere stato motivato dalle proprie convinzioni anarchiche e dalla volontà di vendicare le repressioni contro gli anarchici.
Arrestato immediatamente, fu processato il 2 e 3 agosto 1894. 
Durante il processo non mostrò pentimento e rifiutò di accusare altri anarchici. 
Nella sua dichiarazione davanti alla giuria denunciò le profonde disuguaglianze sociali, la povertà degli operai, lo sfruttamento del lavoro e la repressione politica.
Caserio fu condannato a morte e ghigliottinato a Lione il 16 agosto 1894, all'età di vent'anni. 
La sua esecuzione suscitò reazioni contrastanti: da una parte vi furono proteste contro gli italiani e gli anarchici, dall'altra manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti.
Dopo la morte, la sua figura entrò nella memoria popolare e numerose canzoni e opere letterarie furono dedicate alla sua storia.



Vite che non sono la tua 4. Sante Caserio"Storie di anarchici della Belle Époque" di Nicola Attadio - Letture di Patrizia Hartman 

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