Rebel Songs

sabato, agosto 29, 2026

Avevate ragione voi - Linea 77



Avevate ragione voi: Linea 77 e il G8 di Genova

La musica può fare riflettere, sognare, capire e ricordare.
Ci sono ferite che il tempo non riesce davvero a chiudere.
Al massimo le nasconde per un po. 
Poi basta tornare in un luogo, rivedere una strada, respirare un’aria che sa di passato e quello che pensavi di aver lasciato alle spalle torna a galla.
È quello che succede con Avevate ragione voi dei Linea 77, una canzone nata molti anni dopo il G8 di Genova del luglio 2001, quando la distanza dai fatti aveva finalmente lasciato spazio alla possibilità di guardarli di nuovo in faccia.
Non per dimenticare.
Ma per provare a capire. 
E soprattutto per ricordare.
Il brano uscì alla fine del 2012 e venne poi inserito nell’EP La speranza è una trappola (Part I), pubblicato nel 2013 da INRI.
Ma la storia della canzone comincia qualche anno prima.
Il titolo arriva dall’omonima raccolta poetica Avevate ragione voi. Spore di prosa lirica – Poesie 1990/2009, pubblicata nel 2010 da Domenico Mungo, scrittore e poeta torinese legato ai Linea 77 da una profonda amicizia e da una forte sintonia umana e politica.
Mungo aveva regalato il libro alla band.
Per un po’, però, quelle pagine rimasero lì.
Come qualcosa che non si riusciva ancora ad affrontare.
Dodici anni potevano sembrare un’eternità, ma certe immagini non erano affatto sbiadite.
Poi, nell’estate del 2012, qualcosa cambia.
Dade trascorre alcuni giorni in Liguria insieme a Domenico Mungo. 
Parlano, stanno insieme, tornano inevitabilmente a quei giorni di Genova. 
Mungo riprende in mano il suo libro e torna a raccontare quello che aveva vissuto.
E qualcosa si riapre.
Da quell'incontro nasce l'idea di trasformare quei ricordi in una canzone.
Il testo arriva quasi di colpo, come se fosse rimasto lì ad aspettare il momento giusto.
La band lo avrebbe raccontato con una frase brutale, ma tremendamente efficace: «Il testo venne fuori di getto, come il vomito che segue una nausea durata 12 anni. Troppo tempo. 
E ora sì, ora stiamo meglio.»
Forse è proprio questa la chiave per capire Avevate ragione voi.
Non nasce dalla voglia di ricostruire il G8 come una cronaca.
Nasce dalla necessità di tirare fuori qualcosa che era rimasto dentro troppo a lungo.
Una voce fatta di musica, rabbia e memoria.
Anche il videoclip mantiene questo legame con la dimensione personale e collettiva. 
Diretto da Gianluca Signorino, viene registrato dal vivo all’Hiroshima Mon Amour di Torino e vede la partecipazione dello stesso Mungo.
Nel testo ritorna la Genova di quei giorni: il fumo dei lacrimogeni, i drappi bagnati usati per riuscire a respirare, le strade trasformate improvvisamente in qualcosa di surreale.
Una città che sembra diventare una zona di guerra.
Ma dentro quella guerra ci sono persone.
Ma soprattutto c’è una frattura sociale molto profonda.
Ragazzi che manifestano, poliziotti, ambulanze, abitanti, persone che cercano di scappare dai gas e altre che cercano semplicemente di capire cosa stia succedendo
Uno dei passaggi riguarda gli appartenenti ai reparti mobili.
Un ragazzo di ventun anni dentro un’uniforme, mandato a fronteggiare altri ragazzi della sua stessa età e che difende solo l'uniforme cui non crede neanche. 
Era una scuola sembrava un mattatoio era un laboratorio sembrava un obitorio di vivi (e) battaglioni di aguzzini urlavano impazziti contro manichini disarmati e poi di colpo arrivarono le botte, le teste rotte e il sangue sopra le porte
Poi arriva la Diaz.
L’irruzione nella scuola, diventata uno dei simboli più drammatici del G8 di Genova, entra nella canzone senza bisogno di trasformarla in una lezione di storia.
Basta evocarla.
Perché alcune immagini, una volta entrate nella memoria collettiva, non hanno bisogno di essere spiegate ogni volta.
E Avevate ragione voi è anche una dedica.
Ai ragazzi della Diaz.
A Carlo Giuliani.
A tutti quelli che ancora aspettano giustizia.
E a chi, nonostante tutto, continua a credere che un mondo diverso sia possibile e che quel mondo si possa ancora costruire.
Poi c’è quel titolo.
«Avevate ragione voi».
All’inizio quel “voi” sembra rivolgersi a chi era sceso in piazza, a chi aveva protestato, a chi aveva denunciato già allora i rischi di un sistema sempre più fondato sul controllo, sulla repressione e sulle disuguaglianze.
Avevate ragione voi dietro le maschere antigas,voi dietro le vostre barricate, voi che già allora sapevate che oggi avreste avuto ragione voi. Mentre correvate indietro, noi tutti quanti con le mani verso il cielo cercavamo solamente verità .Avevamo ragione noi.
Ma andando avanti qualcosa cambia.
Il “voi” diventa “noi”.
Non ci sono più soltanto quelli che erano in piazza e quelli che guardavano da fuori.
Ci siamo tutti.
Le mani si alzano verso il cielo e la richiesta diventa una sola: la verità.
Poi arriva l’ultima trasformazione:
«Avevamo ragione noi».
È un passaggio fondamentale.
Perché non è soltanto una rivendicazione politica. 
È il punto d’arrivo di un percorso lungo dodici anni. 
Un percorso fatto di silenzi, ricordi, rabbia e domande rimaste senza risposta.
Per questo Avevate ragione voi è una canzone sulla memoria come forma di resistenza.
Sul bisogno di tornare là dove fa male. 
Non per chiudere quella storia.
Forse nemmeno per trovare una risposta definitiva.
Ma per impedire che venga dimenticata.
Perché alcune storie non chiedono di essere archiviate.
Chiedono di continuare a essere raccontate.

Ascolta su Spotify

Tracce e letture consigliate:
Libri :

Avevate ragione voi. Spore di prosa lirica – Poesie 1990/2009, di Domenico Mungo (Ed. Miraviglia). La raccolta poetica e umana da cui nasce il titolo e la folgorazione lirica per la canzone.
Web:
Scuola Diaz – La voce enciclopedica per approfondire la cronaca, la catena di comando e i lunghi processi sulla notte del 21 luglio 2001.
Linea 77 – La storia della band crossover/alt-metal torinese nata a Venaria Reale.
Discografia e Videoclip:
Linea 77 – La speranza è una trappola (Part I) (EP/CD). Etichetta: INRI, 2013. Il lavoro che contiene Avevate ragione voi.
Linea 77 – Avevate ragione voi (Official Video, reg. Gianluca Signorino). Il videoclip girato dal vivo all'Hiroshima Mon Amour di Torino con la partecipazione di Domenico Mungo.

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