“Dove vola l’avvoltoio?” – Italo Calvino, Cantacronache e canzone pacifista
Dove vola l’avvoltoio? è un brano musicale con testo di Italo Calvino e musica di Sergio Liberovici.
La canzone fu incisa nel 1958 da Pietro Buttarelli nell’EP Cantacronache 1.
Il testo è una denuncia contro la guerra che viene rappresentata simbolicamente da un avvoltoio, animale legato alla morte e alla distruzione.
In ogni strofa l’avvoltoio viene scacciato da elementi diversi, come il fiume, il bosco, l’eco, i tedeschi, la madre e l’uranio.
Attraverso questi simboli, la canzone esprime un forte rifiuto della violenza e della distruzione provocata dai conflitti.
Il brano ha quindi un chiaro messaggio pacifista: l’avvoltoio, simbolo della guerra e della morte, viene allontanato sia dalla natura sia dagli esseri umani.
Il ritornello riassume il significato della canzone, sottolineando il rifiuto della guerra e l’amore per la vita, con un tono semplice e quasi fiabesco.
Il testo della canzone nasce dalla rielaborazione di un breve racconto scritto da Calvino e pubblicato nel 1954 sulla rivista Il Contemporaneo.
Questa canzone ebbe una forte influenza su Fabrizio De André, in particolare sul brano La guerra di Piero.
Alcuni versi di Dove vola l’avvoltoio? sono molto simili a quelli della canzone di De André: una quartina del testo di Calvino fu infatti ripresa e rielaborata nel 1964, come si può notare confrontando i due brani.
«Nella limpida corrente ora scendon carpe e trote non più i corpi dei soldati che la fanno insanguinar»
(Italo Calvino - Dove vola l'avvoltoio 1958)
«Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente»
(Fabrizio De André - La guerra di Piero 1964)
Nel 1957, a Torino, un gruppo di intellettuali e musicisti fondò il Cantacronache. Tra i protagonisti ci furono Sergio Liberovici, Michele Straniero e Italo Calvino.
L’idea del gruppo nacque dopo un viaggio di Liberovici nella Germania dell’Est, dove entrò in contatto con il teatro di Bertolt Brecht.
Da questa esperienza prese forma il progetto di scrivere canzoni di denuncia sociale e politica, in contrasto con la musica leggera commerciale dell’epoca, rappresentata soprattutto dal Festival di Sanremo.
La prima importante esibizione pubblica avvenne il 1° maggio 1958, durante il corteo della CGIL a Torino: le canzoni vennero diffuse dagli altoparlanti e i testi distribuiti ai manifestanti.
L’esperienza del Cantacronache fu breve ma molto significativa, perché dimostrò che la canzone d’autore poteva affrontare temi come il lavoro, la guerra e i diritti civili, con melodie semplici e testi narrativi.
Dopo lo scioglimento del gruppo, alcuni membri confluirono nel Nuovo Canzoniere Italiano, dedicato allo studio della musica popolare.
Lo scopo del Cantacronache era di proporre una musica diversa, più attenta alla realtà sociale.
La loro eredità fu raccolta da molti cantautori italiani, come Fabrizio De André, Luigi Tenco e Francesco Guccini.
Un giorno nel mondo finita fu l'ultima guerra, il cupo cannone si tacque e più non sparò, e privo del tristo suo cibo dall'arida terra, un branco di neri avvoltoi si levò. Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla terra mia, che è la terra dell'amor.
L'autore del testo Italo Calvino è stato uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento.
Tra le sue opere più famose si ricordano: I nostri antenati, Marcovaldo, Le cosmicomiche e Se una notte d’inverno un viaggiatore.
Tra il 1958 e il 1960 collaborò con il Cantacronache come autore di testi, scrivendo canzoni realistiche e impegnate.
Tra queste ricordiamo :Canzone triste, Oltre il ponte, Il padrone del mondo e Sul verde fiume Po.
Questi brani affrontano temi civili come il pacifismo, la condanna della guerra, la critica al consumismo e le ingiustizie sociali, con uno stile semplice ma intenso.
L 'autore della musica Sergio Liberovici è stato un compositore italiano.
Fu uno dei fondatori del Cantacronache e si dedicò allo studio dei canti popolari e di protesta.
Compose musiche per il teatro, la radio e la televisione e fu molto attivo anche nell’ambito dell’educazione musicale.
La sua esperienza personale, segnata dalle leggi razziali e dalla Resistenza, influenzò profondamente il suo impegno artistico e civile.
Ma chi delle guerre quel giorno aveva il rimpianto in un luogo deserto a complotto si radunò e vide nel cielo arrivare girando quel branco e scendere scendere finché qualcuno gridò: Dove vola l'avvoltoio? avvoltoio vola via, vola via dalla testa mia...ma il rapace li sbranò.
Dove vola l’avvoltoio? è un importante esempio di canzone impegnata, capace di unire musica e letteratura per trasmettere un messaggio contro la guerra.
Il brano dimostra come la canzone possa diventare uno strumento di riflessione e denuncia sociale.
Ancora oggi le canzoni di Calvino vengono cantate e reinterpretate da molti artisti, segno che il suo messaggio di pace, giustizia e umanità è ancora attuale.
Tra le reinterpretazioni si ricordano anche quelle degli Yo Yo Mundi, gruppo folk rock italiano nato nel 1988, che unisce canzone d’autore, folk e rock, affrontando temi di memoria storica, impegno sociale ed ecologia con uno stile poetico e militante.

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