La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
“Charlie Don’t Surf” è un brano dei Clash caratterizzato da influenze soul e da un arrangiamento ricco, dominato dall’organo suonato da Mickey Gallagher. La canzone è inclusa in Sandinista! (1980), quarto album in studio della band.
Per la prima volta nella discografia del gruppo, tutti i brani dell’album sono accreditati collettivamente ai quattro componenti dei Clash, a differenza dei lavori precedenti, nei quali la maggior parte delle canzoni era firmata dalla coppia Strummer/Jones.
Il titolo Charlie Don’t Surf è una citazione del film Apocalypse Now (1979), diretto da Francis Ford Coppola e ambientato durante la guerra del Vietnam. Nel film la frase viene pronunciata dal tenente colonnello William “Bill” Kilgore e sottolinea il presunto divario tra la civiltà e la cultura americana e quella dei nemici vietnamiti. I soldati statunitensi si riferivano infatti ai Viet Cong con il termine “Victor Charlie” o “V-C” (VC = Viet Cong), derivato dall’alfabeto fonetico NATO.
I Clash riprendono questa citazione ormai celebre e la trasformano nel fulcro di un brano fortemente politico, che denuncia gli abusi di potere e l’arroganza dell’imperialismo americano.
Everybody wants to rule the world
Must be something we get from birth
One truth we never learn
Satelites will make space burn
We been told to keep the strangers out
We don't like 'em starting to hang about
We don't like 'em over town
Across the world we're gonna blow 'em down
The reign of the superpowers must be over
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| Joe Strummer |
Strummer e Jones interpretano il testo insieme, dando voce a un brano che combina critica sociale e ironia. Attraverso il riferimento alla guerra del Vietnam e al film Apocalypse Now, la canzone propone una dura riflessione sulla cultura occidentale, sul consumismo e sulla superficialità con cui vengono spesso trattati temi drammatici come la guerra e la sofferenza umana.
Il testo suggerisce che gli Stati Uniti mirassero a imporre i propri valori e le proprie convinzioni ad altri Paesi, ricorrendo alla forza militare qualora necessario. La profonda influenza di Apocalypse Now sul brano non sorprende, considerando che Joe Strummer aveva dichiarato di essere “diventato ossessionato” dalla pellicola.
Traduzione: Charlie non fa il surf ma pensiamo dovrebbe Charlie non fa il surf e non è una bella cosa Charlie non fa il surf per la sua mammina hamburger Charlie diventerà una star del napalm Tutti vogliono comandare il mondo intero Deve essere una nostra tara ereditaria E non impareremo mai Che i satelliti bruceranno l'universo Ci hanno detto di tener lontani gli stranieri Non ci piace averli in mezzo ai piedi Non li vogliamo a spasso in città Li spazzeremo via dalla faccia della terra Il regno delle superpotenze deve finire Tutti questi eserciti non libereranno il mondo Presto il rock prenderà il sopravvento e tutto cambierà L'Africa soffoca bevendo la loro cocacola Charlie non fa il surf ma pensiamo dovrebbe Charlie non fa il surf e non è una bella cosa Charlie non fa il surf per la sua mammina hamburger Charlie diventerà una star del napalm In una citta noiosa non c'è modo di divertirsi Un mucchio di gente fissata va in giro a vantarsi Tu puoi sfotterli umiliarli Ma questa gente ci falcerà via Che schifo, che schifezza
In un’intervista rilasciata alla rivista Musician nel 1988,
Joe Strummer raccontò un aneddoto legato ai Tears for Fears. Secondo il musicista, il gruppo si sarebbe appropriato di un verso della canzone per il titolo del loro successo Everybody Wants to Rule the World. Strummer spiegò che, incontrando Roland Orzabal in un ristorante, gli disse scherzosamente: «Mi devi cinque sterline», poiché il titolo della hit riprendeva esattamente il primo verso di una strofa di Charlie Don’t Surf. Orzabal, riconoscendo la somiglianza, avrebbe allora messo mano al portafogli e gli avrebbe consegnato una banconota da cinque sterline, ammettendo che l’ispirazione era effettivamente quella.
●FILM REBEL
Anno 1979
Durata 3h 14min
Età VM14
Regista
Francis Ford Coppola
Cast Martin Sheen Captain Benjamin L. Willard
Marlon Brando Colonel Walter E. Kurtz Robert Duvall Lieutenant Colonel
Bill Kilgore Frederic Forrest Jay 'Chef' Hicks Laurence Fishburne Tyrone
'Clean' Miller
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