Dalla poesia di Gianni Rodari un canto di memoria, libertà e impegno civile
La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
La Madre del Partigiano è un brano della Banda POPolare dell’Emilia Rossa, tratto da una poesia di Gianni Rodari scritta nel 1953.
La canzone è inclusa nell’album Viva la lotta partigiana (2016), ma fu pubblicata come singolo nel 2015, in occasione del 70º anniversario della Liberazione.
La Banda POPolare dell’Emilia Rossa riarrangia il testo in chiave folk-rock , richiamando la tradizione della canzone politica e antifascista italiana.
Il videoclip ufficiale, curato da Faezeh Nikfam, artista e designer iraniana residente a Torino, unisce animazione e montaggio poetico, al suo debutto nella regia musicale.
Attraverso immagini simboliche e suggestive, Nikfam traduce visivamente il messaggio della poesia: il dolore della madre si trasforma in fiore rosso di libertà.
La canzone riprende fedelmente i versi della poesia di Gianni Rodari.
Sulla neve bianca bianca c’è una macchia color vermiglio; è il sangue, il sangue di mio figlio, morto per la libertà.
Questi versi, semplici e profondi, condensano tutto il dolore di una madre che ha perso il figlio partigiano, ma anche la speranza che dal sacrificio possa nascere un mondo migliore.
Il contrasto tra il bianco della neve e il rosso del sangue diventa immagine universale di sacrificio, libertà e rinascita.
Quando scesero i partigiani a liberare le nostre case, sui monti azzurri mio figlio rimase a far la guardia alla libertà.
Il sangue del figlio diventa un fiore rosso, simbolo della Resistenza e del 25 aprile.
Con il linguaggio semplice e limpido che caratterizza tutta la sua opera, Rodari riesce a parlare a tutte le generazioni, invitando a non dimenticare il prezzo della libertà.
La poesia, inclusa nella Grammatica della fantasia, dimostra come Rodari sappia fondere immaginazione, pedagogia e impegno civile, offrendo una lezione di umanità che va oltre il tempo e la politica.
Gianni Rodari è stato scrittore, poeta, pedagogista e giornalista.
Autore di opere indimenticabili come Favole al telefono, Filastrocche in cielo e in terra e Il libro degli errori, nel 1970 vinse il Premio Hans Christian Andersen, il più alto riconoscimento mondiale per la letteratura per l’infanzia.
Iscritto al Partito Comunista Italiano e partigiano durante la guerra, Rodari concepiva la scrittura come atto politico e educativo, capace di rendere i bambini cittadini consapevoli e liberi.
Con La Madre del Partigiano, la Banda POPolare dell’Emilia Rossa trasforma la poesia di Rodari in un canto popolare contemporaneo, unendo tradizione e lotta, arte e memoria.
La Banda POPolare dell’Emilia Rossa nasce il 25 aprile 2011 in Piazza Grande a Modena.
Fin dall’inizio il gruppo si propone di fare musica politica e militante, intrecciando impegno sociale, ironia e passione popolare.
Composta da delegati RSU della FIOM di aziende come Ferrari e Maserati, e da musicisti professionisti e precari, la Banda unisce lotta operaia e creatività artistica.
Il nome stesso è un gioco ironico e dissacrante sul marchio di una banca emiliana, simbolo del capitalismo e della trasformazione del cosiddetto “modello emiliano”.
Il loro genere, definito “internazionalista”, si ispira al lavoro dell’Istituto Ernesto De Martino e alle ricerche sulle canzoni popolari condotte da Gianni Bosio negli anni Sessanta.
Come dichiarano gli stessi membri:
“Il denaro deve essere solo un mezzo per l’arte, che deve essere il fine e non viceversa.” (Karl Marx)


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