"...Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini..."
Jurij Gagarin è stato un cosmonauta, aviatore e politico sovietico.
È passato alla storia come il primo uomo a volare nello spazio, completando con successo la missione del 12 aprile 1961 a bordo della Vostok 1, un’impresa che segnò una tappa fondamentale nella corsa allo spazio.
L’opinione pubblica mondiale fu profondamente colpita da questa prima missione umana nello spazio, percepita come l’inizio di una nuova fase della storia: l’era spaziale.
Gagarin divenne immediatamente un simbolo globale, il primo “eroe dello spazio”, ricevendo numerosi riconoscimenti e onorificenze, tra cui il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica, il più prestigioso del suo Paese.
Quella sulla Vostok 1 rimase la sua unica missione nello spazio.
In seguito fu comunque coinvolto nel programma spaziale come cosmonauta di riserva per la missione Sojuz 1, che si concluse tragicamente con la morte del suo amico Vladimir Komarov durante il rientro. Parallelamente, Gagarin ricoprì ruoli di rilievo anche a terra: fu vicedirettore del Centro di addestramento cosmonauti, che oggi porta il suo nome, e intraprese una carriera politica.
Nel 1962 venne eletto sia nel Soviet dell’Unione sia nel Soviet delle Nazionalità, le due camere del Soviet Supremo dell’Unione Sovietica.
Morì prematuramente a soli 34 anni, nel 1968, durante un volo di addestramento.
Il jet Mikoyan-Gurevich MiG-15 su cui viaggiava precipitò nei pressi di Kiržač; con lui perse la vita anche l’istruttore di volo Vladimir Serëgin.
Wikiradio Jurij Gagarin raccontato da Marcello Flores

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