sabato, marzo 14, 2026

Soldati buoni e soldati cattivi (Canzone contro la guerra) - Luca Bassanese


Soldati buoni e soldati cattivi: la canzone pacifista

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
La canzone Soldati buoni e soldati cattivi di Luca Bassanese, pubblicata come singolo nel 2022 e successivamente inclusa nell’album RESET! nel 2023, rappresenta un intenso messaggio contro la guerra e una profonda riflessione sulla follia e sulle contraddizioni dell’essere umano.
Luca Bassanese è un artista italiano cantautore, poeta, musicista e attivista, considerato tra i principali esponenti della nuova scena folk popolare. 
La sua produzione musicale affronta temi universali come la guerra, l’indifferenza sociale, la sostenibilità ambientale e la giustizia. 
Per Bassanese la musica non costituisce soltanto una forma di intrattenimento, ma diventa uno strumento di educazione, riflessione critica e partecipazione civica. 
Attraverso i suoi brani e i suoi spettacoli, l’artista promuove valori di solidarietà e consapevolezza sociale, contribuendo in modo significativo al panorama della musica d’autore contemporanea.
La sua cifra espressiva fonde la tradizione del cantautorato italiano, con evidenti influenze di Fabrizio De André.
Nel corso della sua carriera, Bassanese ha ricevuto numerosi riconoscimenti. 
Tra questi figurano la Targa MEI per la salvaguardia della musica popolare italiana e un Attestato di Merito per l’impegno civile. 
Ha ottenuto una prima importante visibilità nazionale nel 2004 vincendo il Premio Recanati  Musicultura con il brano Confini. 
Nel tempo ha pubblicato diversi album e libri e ha collaborato con importanti figure della cultura e dello spettacolo italiano, tra cui Dario Fo, Eugenio Finardi e Marco Paolini. 
Ha inoltre partecipato a festival internazionali di rilievo come il Paléo Festival Nyon, lo Sziget Festival e il Le Grand Soufflet, ottenendo consensi da parte del pubblico e della critica.
Il brano mette in discussione la distinzione tra “soldati buoni” e “soldati cattivi”, una distinzione che spesso dipende dalla narrazione dei vincitori. 
Il testo sottolinea infatti che la differenza tra eroe e nemico «dipende solo da chi scriverà sui libri», ricordando come la storia venga spesso raccontata da chi ha prevalso nei conflitti.

Ogni guerra è solo un losco affare  di corruzione e geopolitica globale per chi non muore, vende armi e ti dice: Spara! La guerra è una cosa necessaria

Soldati buoni e soldati cattivi  si apre con l’onomatopea “Pam! Pa, Pa, Pam!”, che richiama il suono degli spari e introduce immediatamente l’atmosfera della guerra. 
Questo motivo sonoro ritorna anche nel ritornello, rafforzando l’immagine della violenza e del conflitto armato.
Bassanese utilizza inoltre la metafora degli “aghi di pini” per descrivere la caduta delle vittime di guerra, offrendo un’immagine poetica ma allo stesso tempo tragica, capace di evidenziare la crudeltà e il lato disumano dei conflitti. 
Il testo mette in luce come la guerra sia spesso guidata da interessi geopolitici e logiche economiche legate al commercio delle armi, mentre chi combatte si trova coinvolto senza avere realmente possibilità di scelta.
Nel brano compare anche la figura di Jurij, che rappresenta il soldato comune.
Un uomo impaurito, costretto a sparare e a combattere talvolta contro persone che potrebbero essere considerate suoi fratelli. 
Il riferimento richiama indirettamente il celebre brano Spara Jurij della band CCCP, sebbene non esistano collegamenti diretti confermati. 
In Bassanese, Jurij diventa piuttosto un simbolo universale del soldato obbligato a uccidere, vittima delle dinamiche dei conflitti contemporanei. 
Nel testo si legge infatti: "Ma Jurij è impaurito e continua a sparare perché gli hanno insegnato che così si deve fare,domani canteranno per lui una canzone", un passaggio che richiama indirettamente l’iconico ritornello della storica band punk italiana.
Soldati buoni e soldati cattivi dipende solo da che parte lo scrivi e in mezzo a loro donne, uomini e bambini, cadono a terra come aghi di pini
In conclusione, Soldati buoni e soldati cattivi si configura come una forte denuncia contro la guerra e contro la strumentalizzazione dei soldati da parte del potere politico ed economico. 
Attraverso l’uso di immagini poetiche e di un linguaggio diretto, il brano invita l’ascoltatore a riflettere sul lato umano dei conflitti.
La combinazione tra forza espressiva e messaggio etico rende questa canzone un autentico inno pacifista.


Nessun commento:

Posta un commento