sabato, febbraio 07, 2026

E se ci diranno - Luigi Tenco



E se ci diranno di Luigi Tenco: significato e messaggio.

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
“E se ci diranno” è una canzone scritta dal cantautore Luigi Tenco.
L’arrangiamento è di Ruggero Cini e il brano fu inciso dalla RCA Italiana nel gennaio del 1967 come lato B del singolo Ciao amore, ciao. 
E se ci diranno che per rifare il mondo c'è un mucchio di gente da mandare a fondo noi che abbiamo troppe volte visto ammazzare per poi sentire dire che era un errore noi risponderemo noi risponderemo no no no no 
La canzone E se ci diranno presenta un chiaro contenuto antimilitarista, antirazzista e antifascista. 
L’uso frequente del pronome “noi” e di un coro di risposta, scandito da una lunga sequenza di “no” ripetuti da giovani voci, permette a Tenco di dare voce a un’intera generazione, rafforzando il messaggio collettivo del brano. 
Il ripetersi del “no” sottolinea un rifiuto etico e collettivo contro la guerra e l’ingiustizia. 
Questo rifiuto riguarda principalmente la guerra, ma si estende anche a tutte le forme di sopraffazione e ingiustizia. 
La struttura del testo è semplice e diretta: Tenco elenca le ingiustizie di una società bellicista e razzista, utilizzando un lessico realistico. 
E si ci diranno che è un gran traditore chi difende la gente di un altro colore noi che abbiamo visto gente con la pelle chiara fare cose di cui ci dovremmo vergognare noi risponderemo noi risponderemo no no no no
Luigi Tenco fu un cantautore considerato scomodo per il periodo storico in cui visse. 
Molte sue canzoni vennero censurate dalla RAI, come Cara maestra (1962), che gli costò un divieto di due anni dalle trasmissioni televisive. 
I suoi brani erano infatti giudicati eccessivamente politicizzati e in contrasto con lo spirito leggero e spensierato che caratterizzava gran parte della produzione musicale degli anni Sessanta.
Incise anche La risposta è caduta nel vento, adattamento italiano del celebre brano pacifista Blowin’ in the Wind di Bob Dylan, con testo tradotto da Mogol. 
Questo brano fa parte dell’album Luigi Tenco canta Tenco, De André, Jannacci, Bob Dylan, Mogol, pubblicato nel novembre 1972, dopo la morte del cantautore, avvenuta nel 1967. 
Nello stesso album fu pubblicata postuma anche un’altra canzone antimilitarista, Ballata del marinaio.
Attraverso le sue canzoni di protesta e di denuncia sociale, Luigi Tenco si impegnò a trasmettere messaggi di pace, uguaglianza e speranza, battendosi idealmente per un mondo migliore.

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