lunedì, dicembre 08, 2025

Risoluzione dei Comunardi – Paolo Pietrangeli


Risoluzione dei Comunardi – Paolo Pietrangeli: storia, origine e significato della canzone del 1969

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
“Risoluzione dei Comunardi” è una canzone di protesta composta da Paolo Pietrangeli nel 1969, nota anche con il titolo “Dato che (Risoluzione dei comunardi)” per la sua struttura in strofe introdotte dalla formula “Dato che…”.
Il brano fu pubblicato nel primo album del cantautore, Mio caro padrone domani ti sparo, uscito nel 1970 per l’etichetta I Dischi del Sole.
Nata negli anni della contestazione studentesca e operaia, la canzone si colloca all’interno della produzione più militante di Pietrangeli, accanto a brani simbolo come Contessa e Valle Giulia.
La canzone è un viaggio nel tempo fino alla Comune di Parigi del 1871, un’esperienza rivoluzionaria breve ma intensa che durò poco più di due mesi, dal 18 marzo al 28 maggio.
Dato che non può riuscirvi mai, un salario buono, di pagarcelo, d'ora in poi le fabbriche noi le guideremo, dato che a noi bastano, mentre, con voi, no.
La Comune era composta da rappresentanti eletti nei quartieri popolari, molti dei quali operai, artigiani, giornalisti e attivisti. Introdusse misure straordinariamente avanzate per l’epoca: affidò le fabbriche abbandonate alle cooperative operaie, sospese il pagamento degli affitti, abolì il lavoro notturno nei panifici e impose un salario massimo per i funzionari comunali. 
Stabilì inoltre la separazione tra Stato e Chiesa, promosse un’istruzione gratuita e laica, rese elettivi e revocabili ufficiali e funzionari pubblici, incoraggiò forme di autogestione municipale e vide un ruolo particolarmente attivo delle donne, tra cui spiccava Louise Michel. 
Tra le proposte più radicali vi erano anche la parità salariale e il riconoscimento delle unioni libere.
Il governo di Versailles decise però di schiacciare la rivolta: tra il 21 e il 28 maggio 1871, le truppe governative entrarono a Parigi e repressero la Comune con estrema violenza, causando tra i 20.000 e i 30.000 morti e deportando o imprigionando migliaia di comunardi. 
Karl Marx considerò la Comune il primo esempio storico di proletari organizzati come classe dominante, e molti movimenti socialisti e anarchici del XX secolo la considerarono un modello o un mito fondativo. 
La Comune è oggi considerata una delle più importanti rivoluzioni sociali dell’Ottocento e un riferimento storico per il movimento socialista e operaio.
Le parole cantate da Pietrangeli sono tratte dalla poesia di Bertolt Brecht, Resolution der Kommunarden, composta durante l’esilio danese negli anni Trenta e inizialmente intitolata semplicemente Resolution. 
Brecht la inserì anche nel dramma Die Tage der Kommune (“I giorni della Comune”), mentre la versione definitiva apparve nella raccolta Hundert Gedichte del 1951.
Bertolt Brecht, tra i maggiori poeti e drammaturghi del Novecento, sviluppò una poetica segnata dagli eventi bellici del suo tempo. 
La sua produzione privilegiava uno stile diretto e privo di ornamenti, basato su un linguaggio accessibile e immagini incisive: l’obiettivo non era la ricerca dell’eleganza formale, ma la trasmissione chiara delle idee.
 Tra i temi centrali delle sue opere ricorrono la giustizia sociale, la lotta di classe e la condizione umana.
Dato che voi ora minacciate con cannoni e con fucili, noi decretiamo: d'ora in poi, da bestie vivere peggio che morire è. Dato che ai governi, che promettono sempre e tanto, non si crede più, decretiamo dunque che con queste mani una vita vera ci si costruirà. Dato che il cannone lo intendete, e che ad ogni altra lingua siete sordi, sì, contro di voi, ora, quei cannoni, noi si volterà.
La versione italiana su cui si basa Pietrangeli è la traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini, pubblicata nel 1961 nel volume B. Brecht, Poesie e canzoni della collana «Universale Einaudi». 
Nel dramma teatrale brechtiano le musiche erano di Hanns Eisler, ma per adattare autonomamente il testo italiano alla forma canzone, Pietrangeli compose una melodia nuova.
Il testo di Brecht, nella versione cantata da Pietrangeli, esprime la determinazione dei comunardi nel difendere i propri ideali: il rifiuto delle leggi ingiuste, la denuncia della fame e dello sfruttamento, la rivendicazione della casa e della dignità, fino all’affermazione del diritto a guidare le fabbriche e costruirsi un futuro autentico con le proprie mani.
La canzone si configura così come un omaggio alla Comune di Parigi, prima esperienza storica di governo proletario, e come un richiamo alla continuità delle lotte per l’emancipazione sociale.

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