martedì, novembre 11, 2025

Nuvole a Vinca – Stormy Six


Nuvole a Vinca – Stormy Six: memoria e denuncia nella musica della Resistenza

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
“Nuvole a Vinca” degli Stormy Six è uno dei brani più intensi dell’album Un biglietto del tram (1975), capolavoro del rock progressivo italiano e della musica politica in Italia. La canzone racconta l’eccidio di Vinca, una delle più terribili stragi nazifasciste della Seconda guerra mondiale, trasformando la memoria storica in un potente atto di denuncia civile. Con sonorità cupe e una struttura complessa, il brano rende omaggio alla Resistenza e alla lotta per la libertà.
Sui castagni passano nembi, cirri, cumuli, nubi bianche, nubi nere.
Qualche vecchio sa vedere quale porta rondini, quale porta grandine,quale porta tuoni e lampi,quale acqua per i campi.
La mattina del 24 agosto 1944, oltre cinquanta automezzi carichi di soldati tedeschi e militi fascisti risalirono verso Vinca, attraversando Equi Terme, Monzone e altri piccoli centri. Le truppe del maggiore Walter Reder, affiancate dagli uomini della Brigata Nera “Mai Morti”, avevano come obiettivo la popolazione civile e non i partigiani.
Per tutta la giornata le case e i campi furono saccheggiati, incendiati e distrutti. Solo due abitanti sopravvissero. Il giorno seguente, i pochi superstiti che rientrarono per recuperare i corpi furono uccisi. Alla fine del massacro si contarono 173 vittime accertate e oltre 1.600 civili rastrellati, deportati in Germania come manodopera coatta. 
Tra le vittime vi erano donne incinte, bambini, anziani e persino animali. 
Le vittime dell'eccidio di Vinca furono uccise con estrema crudeltà attraverso molteplici metodi violenti. Le truppe nazifasciste utilizzarono fucilazioni e mitragliamenti, oltre a granate e lanciafiamme per stanare e uccidere chi si nascondeva nei boschi e nelle grotte. 
Alcuni corpi furono trovati nudi, decapitati; un caso particolarmente atroce fu quello di una donna incinta sventrata con il feto strappato e messo tra le sue braccia. 
Furono anche uccisi donne e bambini, con testimonianze di una bambina usata come bersaglio per un tiro a segno e poi uccisa, e di una donna trovata impalata.
Una testimonianza racconta che i carnefici suonavano un organetto mentre eliminavano la popolazione, un dettaglio che testimonia la brutalità della strage.
Nel dopoguerra, Walter Reder fu condannato all’ergastolo dal Tribunale militare di Bologna nel 1951, ma amnistiato e rimpatriato in Austria nel 1985. Anche diversi membri della Brigata Nera furono processati, ma le pene furono spesso ridotte o annullate a causa delle amnistie successive.
Sulla linea gotica anche un ragazzino sa che la nube sui tornanti al paese porta pianti
Gli Stormy Six, nati a Milano nel 1966, sono stati tra i gruppi più originali e influenti della musica italiana tra gli anni Sessanta e Ottanta. Dopo un’iniziale fase beat e rhythm and blues, negli anni Settanta evolsero verso un rock progressivo impegnato, fondendo arte, politica e sperimentazione sonora.
L’album Un biglietto del tram (1975) rappresenta la loro piena maturità artistica. Si tratta di un concept dedicato alla Resistenza e alla memoria antifascista, che racconta episodi reali della guerra partigiana intrecciando storia, poesia e denuncia civile.
La formazione stabile del periodo comprendeva:Franco Fabbri – voce, chitarra, autore principale e musicologo ,Umberto Fiori – voce, testi, Luca Piscopo – basso, voce, Tommaso Leddi – violino, tastiere, fiati, arrangiamenti, Antonio Zanuso – batteria, percussioni e Carlo De Martini – violino, chitarra, voce
Negli anni successivi, la band partecipò alla fondazione del collettivo Rock In Opposition (RIO), affermandosi anche a livello internazionale.
“Nuvole a Vinca” è un atto di memoria che ricorda non solo le vittime, ma anche l’importanza di non dimenticare la storia e di difendere i valori della libertà e della dignità umana.
Il testo e la musica creano un’atmosfera cupa e riflessiva, sottolineando la brutalità della strage.
Gli Stormy Six hanno reso immortale un episodio di barbarie, trasformando la musica in strumento di educazione civica e impegno sociale.



Nessun commento:

Posta un commento