martedì, gennaio 22, 2008

La Locomotiva -Francesco Guccini

 

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare. 
"La Locomotiva" è una delle canzoni più iconiche di Francesco Guccini, pubblicata nel 1972 all'interno dell'album Radici. È diventata un simbolo del cantautorato italiano impegnato, capace di mescolare poesia, politica e narrazione epica.
Vale la pena ricordare anche la cover realizzata nel 1996 dal gruppo Modena City Ramblers, inserita nel loro album La grande famiglia.

 Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali" e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via la bomba proletaria e illuminava l' aria la fiaccola dell' anarchia, la fiaccola dell' anarchia, la fiaccola dell' anarchia... 

La canzone racconta una storia ispirata a fatti realmente accaduti.
Il 20 luglio 1893, poco prima delle ore 17, Pietro Rigosi, fuochista anarchico di 28 anni, originario di Bologna si impadronì di una locomotiva dopo averla sganciata da un treno merci nei pressi della stazione di Poggio Renatico.
Rigosi si diresse verso la stazione di Bologna alla velocità di circa 50 km orari. 
Per evitare conseguenze più gravi, il personale ferroviario deviò la corsa della locomotiva su un binario morto. 
Il convoglio terminò la sua corsa schiantandosi contro alcuni carri merci in sosta.
L’impatto fu estremamente violento. 
Nonostante ciò, Rigosi sopravvisse miracolosamente, sebbene riportasse ferite gravissime: subì l’amputazione di una gamba e il suo volto rimase profondamente segnato dalle cicatrici.

Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore mentre fa correr via la macchina a vapore e che ci giunga un giorno ancora la notizia di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l' ingiustizia, lanciata a bomba contro l' ingiustizia, lanciata a bomba contro l' ingiustizia!

Non rivelò mai il motivo di quel gesto estremo. 
I giornalisti cercarono invano di strappargli una dichiarazione, ma lui rimase in silenzio. 
Sposato e padre di due bambine, forse compì quell'atto come forma di protesta contro le durissime condizioni di lavoro e i turni massacranti. 
O forse, come suggerisce la canzone, per “andare a cozzare contro un treno pieno di signori”. 
Guccini trasse ispirazione da questa storia, letta nel libro Trent’anni di Officina di Romolo Bianconi, pur senza menzionare esplicitamente Rigosi nel testo.
 
 




 COVER

1996 Modena City Ramblers nell'album La grande famiglia

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