Sacco e Vanzetti la canzone di De Gregori e Giovanna Marini e la storia vera
La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
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| Giovanna Marini |
Il testo è basato su una canzone popolare anonima successiva al 1927, scritta sull'aria de "Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio".
Il brano è uno dei più intensi esempi di canzone civile italiana, unendo memoria storica e impegno sociale.
Entra poi nella cella il bravo confessore domanda a tutti e due la santa religione Sacco e Vanzetti con grande espression "Noi moriremo senza religion"
Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti erano due attivisti anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti. Sacco, originario di Torremaggiore (Puglia), lavorava come operaio in una fabbrica di scarpe; Vanzetti, nato a Villafalletto (Piemonte), faceva il pescivendolo. Entrambi erano oppositori della guerra e attivi nei movimenti operai italo-americani.
Nel 1920 furono arrestati per possesso di armi e materiale sovversivo, e poco dopo accusati di una rapina con omicidio in un calzaturificio del Massachusetts. Il processo che ne seguì fu segnato da irregolarità, pregiudizi politici e xenofobia verso gli immigrati italiani.
E tutto il mondo intero reclama la loro innocenza ma il presidente Fuller non ebbe più clemenza addio amici in cor la fè Viva l'Italia e abbasso il Re
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| Nicola Sacco |
Il caso divenne simbolo universale di ingiustizia giudiziaria. Manifestazioni di protesta si tennero in tutto il mondo, con appelli da parte di intellettuali come Einstein, Dos Passos e Shaw.
Le loro dichiarazioni, intrise di umanità e ideali di pace, trasformarono la loro vicenda in una leggenda morale.
“...questa guerra è soltanto a favore dei milionari, non per rendere civili gli uomini... Io non odio nessuno. Ho lavorato fianco a fianco con irlandesi, tedeschi, francesi… sono tutti miei fratelli.” Nicola Sacco
“…in tutta la mia vita non ho mai rubato, mai ucciso… e mi sono sempre battuto per cancellare il delitto dalla faccia della terra.”Bartolomeo Vanzetti
Nel 1977, il governatore del Massachusetts Michael Dukakis riconobbe ufficialmente l’ingiustizia, riabilitando le loro figure e affermando che il caso doveva servire “da monito contro i pregiudizi e l’intolleranza”.
Il testo della canzone alterna linguaggio poetico e documentario, e la voce doppia (Marini e De Gregori) rafforza il carattere corale e universale del canto.
È un omaggio ai martiri della giustizia e alla memoria dei diritti civili.
La loro storia resta attuale come simbolo di resistenza, libertà di pensiero e lotta contro i pregiudizi.
La canzone continua a essere un documento storico, ricordando che la giustizia deve sempre restare libera da ideologie e discriminazioni.



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