martedì, gennaio 18, 2005

Renato Guttuso


"...La pittura è una lunga fatica di imitazione di ciò che si ama..."

 

Renato Guttuso nasce a Bagheria nel 1911, in una Sicilia segnata da bellezza e contraddizioni. Fin da giovanissimo dimostra un talento precoce, nutrito dall’ambiente familiare e da un padre colto, antifascista, amante della libertà. Trasferitosi tra Palermo, Milano e Roma, Guttuso si forma sulle grandi correnti figurative europee e rifiuta ogni accademismo. La sua arte si fa presto impegno morale e politico: dipinge contadini, operai, lotte sociali, denunciando violenza, guerra e ingiustizia. Opere come La Crocifissione, Fucilazione in campagna, La Spiaggia e I funerali di Togliatti lo rendono una delle voci più forti del realismo sociale italiano. Iscritto al Partito Comunista, senatore della Repubblica, Guttuso non separa mai l’arte dalla vita. Nei suoi quadri convivono passione civile, memoria storica e una pittura intensa, fatta di colori forti e figure libere nello spazio. Accanto all’impegno politico, grande spazio hanno anche l’amore, la figura femminile e l’autobiografia, con cicli dedicati a Marta Marzotto e alla propria esperienza umana. Muore a Roma nel 1987, lasciando un’eredità artistica immensa. Guttuso resta il pittore che ha trasformato la tela in atto di testimonianza, facendo dell’arte uno strumento di verità e di libertà.





Wikiradio Renato Guttuso raccontato da Costantino D'Orazio

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