Il pugno chiuso è un simbolo di lotta.
Non solo resistenza, ma determinazione.
È la forza di chi non si arrende, di chi alza la voce per ciò che è giusto, di chi sceglie di non restare in silenzio.
È lotta per i diritti, per la dignità, per un cambiamento.
Ma soprattutto è unione: perché nessuna lotta si vince da soli.
Uniti per contare
Un giorno le dita della mano
parlavano tra loro piano piano.
Il più piccino, il mignolino,
disse: “Io sono il più gracilino,
da solo valgo veramente niente,
sono fragile e poco influente”.
L’anulare allora disse: “Io servo solo per la fede nuziale
ma oltre a questo, a dire il vero,sono marginale”
Il medio disse con tono amareggiato:
“Da solo sono gesto maleducato,
solo offesa, solo volgarità,
null’altro porto alla collettività”.
L’indice disse: “Io so indicare,
mostro la strada, so segnalare”.
Il pollice infine disse: “Se vado in alto, approvo,
ma altro valore in me non trovo”.
Dopo essersi parlati e poi chiariti,
non so a chi venne l’idea, ma bisognava stare uniti.
Formarono così, con grande impegno,
uno strumento forte e potente come un pugno,
ma non per la forza, che è solo una meschinità,
bensì come simbolo di lotta e di solidarietà.
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