domenica, aprile 12, 2026

I ragazzi dell'olivo - Nomadi



I ragazzi dell’olivo: significato, storia e impegno per la Palestina

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
I ragazzi dell’olivo è un singolo del gruppo musicale italiano Nomadi, pubblicato nel 1989 come edizione speciale a scopo benefico. 
I proventi furono destinati all’associazione Salaam Ragazzi dell’Olivo, impegnata nel sostegno dei bambini palestinesi. 
Il brano è interpretato dalla formazione composta da Augusto Daolio (voce), Beppe Carletti (tastiere), Dante Pergreffi (basso), Paolo Lancellotti (batteria) e Chris Dennis (chitarra). 
Il testo, scritto da Daolio insieme a Odoardo Veroli, si unisce alla musica composta da Veroli e Carletti.
La canzone, attraversata da una profonda malinconia, è stata poi inserita nell’album Solo Nomadi (1990, CGD East West), un lavoro che segna anche un momento di cambiamento per il gruppo, con l’ingresso di Cico Falzone e Daniele Campani al posto di Lancellotti e Dennis. 
In quei disegni senza più serenità niente aquiloni, solo amare realtà, niente più azzurri che colorano il cielo solo pastelli che sporcan tutto nero.
Il cuore del brano è profondamente umano: racconta la vita di ragazzi palestinesi costretti a crescere in un contesto di guerra, lontani da quella normalità fatta di scuola, gioco e serenità. 
Le immagini evocate da Daolio sono semplici ma potenti, e restituiscono un mondo in cui la speranza fatica a trovare spazio. 
L’ispirazione nacque proprio dall’impatto emotivo che ebbero su Daolio alcune immagini televisive dei bambini nei campi profughi: i loro racconti e persino i loro disegni, segnati dalla guerra, lo colpirono al punto da trasformare quel dolore in musica. 
Ma questa guerra è uno strano gioco, consuma gente, vite a poco a poco, con i sassi contro quelle bombe quelle grida contro quegli spari.
In quegli stessi anni prende forma anche la campagna “Salaam Ragazzi dell’Olivo”, nata nel 1988 dopo la Prima Intifada e promossa da Arciragazzi e AGESCI. 
L’idea era quella di sostenere a distanza i bambini palestinesi, non solo con un aiuto economico, ma creando un legame umano, uno scambio reale tra persone e comunità.
Grazie all’impegno di Renzo Maffei e di tanti volontari, il progetto crebbe rapidamente, coinvolgendo migliaia di persone. 
Non si trattava solo di “aiutare”, ma di condividere, capire, sentirsi parte della stessa umanità. 
Nel tempo, “Salaam” ha coinvolto anche molte figure del mondo della cultura e dello spettacolo, tra cui Zucchero Fornaciari, Nada, Gianni Minà e Antonello Venditti, oltre agli stessi Nomadi. 
I ragazzi dell’olivo diventa così un gesto di solidarietà: un modo per sensibilizzare il pubblico e dare voce a chi spesso non viene ascoltato, offrendo al tempo stesso una speranza di pace a quei bambini.

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