mercoledì, aprile 29, 2026

Bobo Merenda – Enzo Jannacci


Bobo Merenda: significato della canzone di Enzo Jannacci

La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
Bobo Merenda è un brano scritto da Enzo Jannacci su musica di Luis Eduardo Aute.
La canzone fu pubblicata nel 1968 come lato B del 45 giri Ho visto un re, con arrangiamento orchestrale diretto da Luis Bacalov.
Inizialmente non inclusa in un LP, è stata successivamente riproposta nella raccolta Enzo Jannacci – I grandi successi originali.
Il brano è un adattamento italiano di Bogo el loco (1967), scritto da Aute e interpretato dal cantautore argentino Luis Aguilé.
Aute, autore della musica, è stato un artista profondamente impegnato sul piano civile e politico.
Jannacci rielabora il testo in modo personale, costruendo una narrazione surreale ma carica di significato.
Il protagonista è un operaio che, grazie al ritrovamento casuale di una lente a contatto, inizia improvvisamente a vedere con chiarezza la realtà.
E Blanca domandava ma che lavoro fai laggiù nell'officina ma Bobo non parlava a lui hanno detto quelle strane uova con le ali di metallo son cose per bambini devi avvitare e svitare svitare e avvitare meglio di non parlare meglio
Innamorato di Blanca, lavora in un’officina dove assembla misteriose “uova” con ali di metallo, oggetti che gli vengono descritti come innocui, “cose per bambini”.
La svolta avviene quando, spinto dall’amore e dalla nuova capacità di vedere, Bobo comincia a farsi domande e decide di chiedere spiegazioni al capo officina.
Ma Bobo innamorato divenne curioso e un dì al capo officina chiese: scusi ingegnere io che lavoro faccio e se questa roba è roba per bambini perchè c'è scritto sopra c'è scritto così in grande c'è scritto dappertutto attenzione, pericolo, meglio non agitare meglio
Questo gesto rompe l’equilibrio dell’ignoranza in cui viveva: poco dopo, un’esplosione lo uccide, lasciando come unica traccia simbolica proprio la lente a contatto.
La canzone assume così un forte valore allegorico.
Bobo rappresenta l’operaio alienato, inconsapevole del proprio ruolo all’interno di un sistema produttivo che contribuisce alla guerra.
La lente diventa simbolo della presa di coscienza: vedere significa capire, ma anche esporsi, perché chi mette in discussione il sistema rischia di esserne travolto.
Sotto l’apparenza di una storia con toni leggeri e ritmo giocoso, si nasconde una critica dura al militarismo.
Questo contrasto tra musica apparentemente spensierata e contenuto tragico è tipico dello stile di Jannacci, che utilizza il linguaggio del cabaret e del nonsense per affrontare temi profondamente politici.
Il brano riflette il clima di contestazione sociale della fine degli anni Sessanta, segnato da fermenti operai e da un diffuso antimilitarismo.
Nel 2006 è stato reinterpretato anche dalla Bandabardò nell’album Fuori orario, a conferma della sua attualità e della forza del suo messaggio.

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