Rebel Songs

sabato, ottobre 29, 2005

Georges Brassens

"...La cosa più difficile nella vita? Essere sé stessi. E avere carattere a sufficienza per restarlo..."
Georges Brassens  è stato un cantautore, poeta e attore francese, considerato uno dei protagonisti più importanti della canzone d'autore europea. 
Con i suoi testi ironici, anticonformisti e spesso provocatori, ha raccontato le contraddizioni della società, mettendo in discussione le convenzioni e dando voce a chi si trovava ai margini. 
La sua opera ha influenzato numerosi artisti, tra cui Fabrizio De André, che tradusse e reinterpretò alcune delle sue canzoni.
Nato nel sud della Francia, in una famiglia di modeste condizioni economiche, Brassens era figlio di un padre muratore e di una madre cattolica di origini italiane.
Fin da ragazzo si appassionò alla musica e alla poesia, incoraggiato anche da un insegnante che gli fece conoscere i grandi autori francesi. 
Cominciò presto a scrivere versi e canzoni, sviluppando una sensibilità nella quale la tradizione poetica si incontrava con la musica popolare e il jazz.
Nel 1940 si trasferì a Parigi, dove lavorò per un periodo alla fabbrica Renault e frequentò le biblioteche, dedicandosi alla lettura e alla scrittura. 
Durante la Seconda guerra mondiale fu costretto a partire per la Germania per svolgere il servizio di lavoro obbligatorio imposto dal regime nazista. 
Nel 1944, approfittando di un permesso, decise di non fare ritorno e si nascose a Parigi presso Jeanne e Marcel Planche, che lo accolsero nella loro casa dell'impasse Florimont. 
Quel luogo divenne per lui un rifugio e una seconda famiglia, oltre a essere l'ambiente nel quale avrebbe scritto molte delle sue canzoni.
Dopo la guerra si avvicinò agli ambienti anarchici e collaborò con la rivista Le Libertaire.
Il suo spirito libertario si ritrova in gran parte della sua produzione: Brassens diffidava delle autorità, delle verità imposte e del conformismo, senza risparmiare critiche alle istituzioni, alla morale borghese, al militarismo e all'ipocrisia religiosa. 
Le sue canzoni affrontano spesso temi scomodi, come la pena di morte, la repressione e il giudizio della società verso chi non si adegua alle regole.
Il successo arrivò nei primi anni Cinquanta. 
Nel 1952 la cantante Patachou lo incoraggiò a esibirsi nel suo locale e a interpretare personalmente le proprie composizioni. 
Da quel momento il pubblico cominciò a conoscere la sua voce inconfondibile, accompagnata dalla chitarra, e canzoni come La mauvaise réputation, Le gorille, Chanson pour l'Auvergnat e Les copains d'abord.
Accanto ai testi originali, Brassens mise in musica poesie di autori come François Villon e Victor Hugo, dimostrando come la grande tradizione letteraria potesse incontrare la canzone popolare senza perdere forza e immediatezza. 
Il suo linguaggio, apparentemente semplice, era costruito con grande attenzione alle parole, ai ritmi e alle rime, mentre l'ironia gli permetteva di affrontare anche gli argomenti più delicati senza trasformarli in prediche.




Wikiradio Georges Brassens - Georges Brassens raccontato da Carlo Pestelli.




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