Nel 1997 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura per la sua capacità di dileggiare il potere e restituire dignità agli oppressi, ispirandosi alla tradizione dei giullari medievali.
Dopo aver studiato all'Accademia di belle arti di Brera, iniziò a lavorare in radio e televisione, dedicandosi poi soprattutto al teatro.
Nel 1954 sposò l'attrice Franca Rame, con la quale condivise per tutta la vita un percorso artistico e politico.
Il suo teatro mescolava comicità popolare, improvvisazione e satira politica e sociale, prendendo di mira le istituzioni, la Chiesa e le ingiustizie.
Tra le opere più celebri figurano Mistero buffo, in cui recuperò la tradizione dei giullari e il linguaggio del grammelot, e Morte accidentale di un anarchico, ispirata alla morte di Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della Questura di Milano nel 1969.
Impegnato nei movimenti della sinistra extraparlamentare, insieme a Franca Rame partecipò alle attività del Soccorso Rosso Militante, sostenendo persone coinvolte in vicende giudiziarie e politiche controverse. La sua attività provocò censure, polemiche e scontri con le istituzioni.
Nel corso della sua carriera si dedicò anche alla musica, collaborando con Enzo Jannacci e scrivendo testi di canzoni come Vengo anch'io No, tu no e L'Armando.
Fu inoltre pittore, illustratore e autore di libri.
Dario Fo ha fatto della risata un'arma contro i potenti, raccontando la storia dalla prospettiva degli ultimi e degli esclusi.
Il suo teatro continua a ricordarci che la satira non serve soltanto a far ridere, ma può diventare uno strumento per smascherare le ingiustizie e mettere in discussione le verità imposte dal potere.

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