Cresciuto in una famiglia ebraica, si avvicinò all'antifascismo negli anni universitari.
Nel 1938 si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con gli ambienti culturali e politici degli esuli italiani. Nel 1941 aderì al Partito Comunista Italiano e partecipò alla Resistenza con il nome di battaglia di Barnaba, prendendo parte ad alcune azioni partigiane in Piemonte e Lombardia.
Dopo la guerra si avvicinò al cinema, realizzando documentari dedicati al mondo del lavoro e alle condizioni delle classi popolari.
La sua attenzione per le ingiustizie sociali e i conflitti politici divenne una caratteristica fondamentale delle sue opere.
Tra i suoi film più importanti ci sono Kapò (1959), ambientato in un campo di concentramento nazista, La battaglia di Algeri (1966), che racconta la lotta del popolo algerino contro il colonialismo francese e vinse il Leone d'oro a Venezia, Queimada (1969), dedicato al dominio coloniale e allo sfruttamento, e Ogro (1979), incentrato sull'attentato contro il franchista Luis Carrero Blanco.
Dal 1992 al 1996 diresse la Mostra del Cinema di Venezia, impegnandosi anche nel coinvolgimento delle nuove generazioni.
Negli ultimi anni partecipò a progetti cinematografici collettivi legati all'impegno civile e alle proteste contro il G8 di Genova.
Il cinema di Pontecorvo ha dato voce ai popoli oppressi, ai lavoratori e a chi lotta per la propria libertà.
Wikiradio Gillo Pontecorvo raccontato da Giuliano Montaldo

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