Mio padre, invece, era al bar, incollato alla televisione: trasmettevano la partita Italia-Svezia.
Così il primo uomo che vidi su questa terra fu mio nonno che, appena seppe del mio arrivo, corse ad avvisare mio padre per dargli la bella notizia.
Mio padre arrivò trafelato.
Mio padre arrivò trafelato.
Uno scambio di sguardi.
E mi piace pensare che, se avessi potuto parlare, forse la prima cosa che gli avrei chiesto sarebbe stata:
«Quanto stanno?»
E lui, senza esitazione: «Due a zero! E se ti sbrighi forse riesci a vedere i replay!»
A vedere?
Durante la gravidanza mia madre aveva contratto la rosolia.
«Quanto stanno?»
E lui, senza esitazione: «Due a zero! E se ti sbrighi forse riesci a vedere i replay!»
A vedere?
Durante la gravidanza mia madre aveva contratto la rosolia.
I medici le avevano detto che sarei potuto nascere cieco o sordo.
All’epoca non esistevano esami approfonditi né controlli specialistici come oggi, e così mia madre seguì il suo istinto e, con coraggio e fiducia, portò avanti la gravidanza.
Col tempo ho pensato che l’apparente noncuranza di mio padre, in quei momenti così delicati, fosse in realtà paura: la paura di ciò che sarebbe potuto accadere, di trovarsi davanti a un figlio gravemente menomato. Un distacco per proteggersi, forse.
Col tempo ho pensato che l’apparente noncuranza di mio padre, in quei momenti così delicati, fosse in realtà paura: la paura di ciò che sarebbe potuto accadere, di trovarsi davanti a un figlio gravemente menomato. Un distacco per proteggersi, forse.
Anche perché prima di me c’era stato mio fratello, il loro primo figlio, morto dopo appena una settimana di vita per una complicanza ai polmoni.
Una ferita sempre fresca per non tremare ancora.
Oggi posso vedere, parlare, ascoltare, cantare. E quando ripenso a quei giorni, mi viene da dire soltanto: «Grazie, Dio».
E soprattutto grazie, mamma e papà.
Oggi posso vedere, parlare, ascoltare, cantare. E quando ripenso a quei giorni, mi viene da dire soltanto: «Grazie, Dio».
E soprattutto grazie, mamma e papà.
Grazie DioGrazie Dio perché posso provare piacere,grazie Dio perché posso provare dolore,grazie Dio perché posso provare amore,grazie Dio perché posso provare dispiacere,.grazie Dio perché posso cantare,grazie Dio perché posso godere,grazie Dio perché posso vedere,grazie Dio perché posso ballare,grazie Dio perché posso toccare,grazie Dio perché posso scrivere,grazie Dio perché posso vivere.
P.S: Per la cronaca: 29-9-1973, Milano (Amichevole)Italia-Svezia 2-0 Reti: 60’ Anastasi, 66’ Riva Italia: Zoff, Spinosi, Facchetti, Benetti, F. Morini (85’ Bellugi), Burgnich, A. Mazzola, F. Capello, Anastasi, Rivera, Riva. Ct: F. Valcareggi.Svezia: Hellström, Olsson, B. Andersson, Tapper, Karlsson, Nordqvist, Svensson, Torstensson (77’ L. Andersson), Edström (63’ Kindvall), Bo Larsson, Sandberg. Ct: L. Eriksson Arbitro: Taylor (Inghilterra).
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