Salvador Allende fu un medico e politico cileno, tra i fondatori del Partito Socialista del Cile. Dopo essere stato deputato, ministro della Sanità, senatore e presidente del Senato, nel 1970 venne eletto Presidente della Repubblica alla guida della coalizione di sinistra Unità Popolare.
Di orientamento marxista e socialista democratico, Allende cercò di realizzare la “via cilena al socialismo”, un progetto di trasformazione economica e sociale da attuare attraverso le istituzioni democratiche e senza ricorrere alla violenza. Il suo governo avviò importanti riforme, tra cui la nazionalizzazione di settori strategici dell'economia e una maggiore redistribuzione della ricchezza.
Il suo mandato fu però segnato da una crescente crisi economica e politica, dalle forti tensioni interne e dall'opposizione delle forze conservatrici. A questo si aggiunsero le pressioni e le operazioni di destabilizzazione degli Stati Uniti e della CIA, contrari all'affermazione di un governo socialista in Cile.
L'11 settembre 1973, un colpo di Stato militare guidato dal generale Augusto Pinochet rovesciò il governo. Il Palacio de La Moneda, sede della presidenza, venne bombardato. Allende rimase nel palazzo fino alla fine e morì durante il golpe.
Con la caduta di Allende iniziò la dittatura militare di Pinochet, destinata a durare fino al 1990 e caratterizzata da repressione politica, torture, desaparecidos e gravi violazioni dei diritti umani.
Allende rimase così nella memoria storica come il simbolo del tentativo di costruire una società socialista attraverso la democrazia, interrotto violentemente dal colpo di Stato del 1973.

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