Rebel Songs
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martedì, marzo 14, 2006

Il mio nome è mai più- LigaJovaPelù


La musica può fare riflettere, sognare,capire e ricordare.
"Il mio nome è mai più", interpretata da Jovanotti, Ligabue e Piero Pelù, è una canzone simbolo contro la guerra e ogni forma di violenza. Pubblicata il 17 giugno 1999, il brano nasce come reazione alle atrocità del conflitto nella ex Jugoslavia e si propone come un grido di protesta e un messaggio di pace e solidarietà universale.
Io dico si dico si può sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo perché la pace è l'unica vittoria
Con il suo testo incisivo e le voci potenti dei tre artisti, è diventata un successo immediato, conquistando il titolo di singolo più venduto in Italia nel 1999.
I proventi furono interamente devoluti a Emergency, l'organizzazione fondata da Gino Strada, per sostenere le cure mediche gratuite alle vittime di guerra e povertà. 
Il 6 settembre 2024, in occasione del 25º anniversario del singolo è stata resa pubblica una riedizione del singolo in streaming, CD e dischi in vinile.
Io dico si dico si può cercare pace è l'unica vittoria l'unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere
L’articolo 11 della Costituzione italiana sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e di risoluzione delle controversie internazionali. 
Tuttavia, sembra essere un articolo dimenticato, ignorato sia dalla destra che dalla sinistra.
Non credo che esistano bombe così intelligenti da poter portare la democrazia. 
Non credo che le bombe possano mai essere strumenti di pace. 
Essere pacifisti significa andare oltre le divisioni politiche, promuovendo un ideale universale di giustizia e convivenza. 
Io non voglio che il mondo sprofondi in uno scontro di civiltà; credo invece in una sana e costruttiva convivenza, fondata su dialoghi concreti e rispettosi. 
Sogno un giorno in cui non ci saranno più bambini mutilati o accecati dalle mine, donne vittime di violenza e orrori indicibili, montagne di scheletri, giovani schiacciati dai carri armati, corpi senza vita trascinati nei fiumi, campi di sterminio e gas letali. 
Fermiamo tutte le guerre. 
Perché, in fondo, la pace è l'unica vera vittoria.

Frase sul retro del singolo: 

«A pochi mesi dal "giro" di millennio
la nostra cosiddetta società "civile"
conta al proprio interno 51 guerre in corso.
Allo stesso tempo essere contro la guerra
(qualsiasi guerra) sembra voler dire
assumere una posizione politica.
Be' vogliamo essere liberi di sentirci
oltre qualsiasi posizione del genere
affermando che, per noi, non ci sarà mai
un motivo valido per nessuna guerra.»




sabato, agosto 13, 2005

Gino Strada



Luigi "Gino" Strada è stato un medico, chirurgo di guerra, attivista e scrittore italiano, fondatore insieme alla moglie Teresa Sarti dell'associazione umanitaria Emergency.
Cresciuto in un ambiente cattolico attento ai temi sociali, partecipò al Movimento Studentesco negli anni della contestazione. Si laureò in Medicina all'Università di Milano nel 1978, specializzandosi in chirurgia d'urgenza e successivamente in chirurgia traumatologica e cardiopolmonare.
Tra il 1989 e il 1994 lavorò con il Comitato Internazionale della Croce Rossa in alcune delle principali aree di conflitto del mondo, tra cui Afghanistan, Somalia, Bosnia, Angola ed Etiopia. 
Da queste esperienze nacquero i libri Pappagalli verdi e Buskashì, testimonianze dirette degli orrori della guerra.
Nel 1994 fondò Emergency, organizzazione impegnata a garantire cure gratuite alle vittime di guerra, povertà e mine antiuomo. In poco più di venticinque anni, l'associazione ha assistito oltre dieci milioni di persone in numerosi Paesi.
Strada divenne una delle voci più autorevoli del pacifismo italiano, criticando con forza le guerre, l'aumento delle spese militari e le politiche che, a suo giudizio, alimentavano conflitti e disuguaglianze. Celebre la sua affermazione: «Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra».
Nel corso della sua vita ricevette numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Colombe d'Oro per la Pace (2001), il Right Livelihood Award (2015) e il SunHak Peace Prize (2017).
Ateo e legato da una profonda amicizia con don Andrea Gallo, Gino Strada rimase sempre una figura indipendente e spesso critica nei confronti della politica italiana. Morì il 13 agosto 2021 in Francia, all'età di 73 anni, lasciando un'eredità umana e civile che continua ancora oggi attraverso il lavoro di Emergency.


https://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Strada


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