La musica può fare riflettere, sognare, capire e ricordare.
A bocca chiusa, composta e interpretata da Daniele Silvestri, è stata presentata alla 63ª edizione del Festival di Sanremo nel 2013, dove ha conquistato il sesto posto nella classifica generale.
Il brano è stato successivamente inserito nell'EP Che nemmeno Mennea, pubblicato nello stesso anno.
È una canzone che parla del valore della partecipazione democratica e della forza della protesta.
Racconta come anche il silenzio possa diventare una forma di resistenza e come una voce individuale possa trovare la propria forza nella partecipazione collettiva.
Durante l'esibizione sul palco dell'Ariston, Silvestri è stato affiancato da Renato Vicini, interprete della Lingua dei Segni Italiana (LIS), che ha tradotto il testo attraverso i gesti.
La LIS non è una semplice traduzione delle parole attraverso i gesti, ma una lingua a tutti gli effetti, con una propria grammatica e una propria capacità espressiva.
L'interpretazione di Renato Vicini diventa così parte integrante della canzone, non un semplice accompagnamento
Una scelta importante, che ha trasformato l'esecuzione in un momento di comunicazione e inclusione, mostrando come esistano tanti modi diversi per esprimere un pensiero e far sentire la propria voce.
Non si trattava soltanto di rendere comprensibile la canzone a un pubblico più ampio, ma anche di riconoscere alla lingua dei segni la stessa capacità espressiva delle parole.
E andremo in strada co' tutti gli striscioni a fare come sempre la figura dei fregnoni a me de questo sai , non me ne importa niente io oggi canto in mezzo all’altra gente perché ce credo o forse per decenza che partecipazione certo è libertà ma è pure resistenza.
Il testo di A bocca chiusa mette in scena una manifestazione con sciopero che attraversa la città per rivendicare il diritto a una vita dignitosa.
La vicenda è raccontata dall'interno, attraverso lo sguardo di una persona che partecipa al corteo.
È qualcuno che conosce bene le accuse, i luoghi comuni e la rassegnazione di chi considera inutili queste manifestazioni, ma che decide comunque di esserci.
Da una parte c'è la folla che riempie le strade, dall'altra la questura che tende a ridimensionarne il numero.
È il contrasto tra la percezione di chi protesta e quella delle istituzioni, tra chi vive direttamente le difficoltà e chi sembra volerle minimizzare.
E semo tanti che quasi fa paura o solo tre sfigati come dice la questura e le parole, si lo so, so' sempre quelle ma è uscito il sole e a me me sembrano più belle scuola e lavoro, che temi originali se non per quella vecchia idea de esse tutti uguali.
I manifestanti non hanno scudi per proteggersi, armi per difendersi, caschi per nascondere il volto e nemmeno santi a cui rivolgersi.
L'immagine più forte della canzone è quella della perdita della voce.
Anche quando la possibilità di parlare viene negata, il protagonista non si arrende e continua a cantare, persino a bocca chiusa.
È qui che si trova uno dei significati più profondi del brano: anche quando non si può parlare, si può continuare a comunicare e a resistere.
L'immagine di tutta quella gente che continua a esserci, anche senza parlare, restituisce la forza di una moltitudine unita dalla stessa volontà.
Il videoclip ufficiale di A bocca chiusa, diretto da Valerio Mastandrea, è incentrato sulla figura di Renato Vicini e sulla sua interpretazione del brano attraverso la LIS.
La telecamera segue Vicini e, sul suo corpo, vengono proiettate immagini storiche e di repertorio che mostrano manifestazioni di piazza, scioperi e cortei in difesa della scuola e del lavoro.
In questo modo, il corpo dell'interprete diventa il punto d'incontro tra la canzone e la memoria delle lotte sociali.
A distanza di dieci anni dalla sua prima pubblicazione, A bocca chiusa ha trovato una nuova e importante occasione di diffusione grazie al suo inserimento nella colonna sonora del film C'è ancora domani (2023), opera d'esordio alla regia di Paola Cortellesi.
Con questa scelta, la canzone ha assunto un significato ulteriore, legandosi alla condizione femminile, alla conquista dei diritti e alla partecipazione democratica.
Nella scena conclusiva del film, la protagonista Delia si unisce a una moltitudine di donne che si recano ai seggi elettorali per esercitare il diritto di voto, in occasione del referendum del 2 giugno 1946.
Le immagini in bianco e nero richiama il cinema neorealista.
La canzone assume così un significato diverso, ma in qualche modo vicino a quello originario.
Se nel 2013 il silenzio rappresentava la condizione di chi non veniva ascoltato e continuava comunque a protestare senza ricorrere alla violenza, nel film diventa anche il simbolo di una conquista collettiva.
Le donne che si recano alle urne non hanno bisogno di gridare.
La loro presenza, il loro camminare insieme e il gesto di votare diventano una forma concreta di partecipazione democratica.
Nata come una canzone dedicata a chi protesta per il lavoro, la scuola e i propri diritti, A bocca chiusa ha dimostrato di poter raccontare anche altre forme di partecipazione e di libertà.
Prima attraverso la lingua dei segni, che ha dato spazio a un modo diverso di comunicare, poi attraverso il film di Paola Cortellesi, che ha legato il brano alla storia dell'emancipazione femminile e alla conquista del diritto di voto.
In fondo, il messaggio rimane lo stesso: non sempre servono parole o gesti clamorosi per far sentire la propria presenza.
A volte basta esserci, insieme agli altri, e non rinunciare ai propri diritti.
Perché anche a bocca chiusa si può continuare a far sentire la propria voce.
Tracce e letture consigliate
Web:
Daniele Silvestri – Biografia ufficiale
Il sito ufficiale del cantautore, con le informazioni sulla partecipazione al Festival di Sanremo del 2013 e sulla pubblicazione dell'EP Che nemmeno Mennea.
Il sito ufficiale del cantautore, con le informazioni sulla partecipazione al Festival di Sanremo del 2013 e sulla pubblicazione dell'EP Che nemmeno Mennea.
ANSA – Morto Renato Vicini, l'interprete LIS con Silvestri a Sanremo
Un ricordo di Renato Vicini, protagonista dell'esibizione di A bocca chiusa all'Ariston e del videoclip diretto da Valerio Mastandrea.
Senato della Repubblica – Il 2 giugno 1946: l'Italia al votoUn ricordo di Renato Vicini, protagonista dell'esibizione di A bocca chiusa all'Ariston e del videoclip diretto da Valerio Mastandrea.
La storia del referendum istituzionale e dell'elezione dell'Assemblea Costituente, con i risultati della consultazione e il significato della partecipazione femminile.
Discografia e audiovisivi:
Daniele Silvestri – Che nemmeno Mennea, Sony Music, 2013.
L'EP pubblicato dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, che contiene A bocca chiusa e Il bisogno di te (ricatto d'onor).
Paola Cortellesi – C'è ancora domani, 2023.
Il film che ha riportato A bocca chiusa all'attenzione del pubblico, inserendola in una scena centrale legata alla partecipazione delle donne al voto del 2 giugno 1946.

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