Lavorare con lentezza di Enzo Del Re: storia e significato
Lavorare con lentezza di Enzo Del Re è una canzone che mette in relazione ritmi produttivi esasperati, incidenti sul lavoro e sfruttamento, contrapponendo alla logica del profitto la salute e la dignità di chi lavora.
Già dal titolo si capisce che non siamo davanti a un semplice invito a lavorare meno.
La lentezza diventa una scelta.
Del Re non invitava semplicemente a lavorare meno.
Invitava a rallentare.
Un modo per mettere in discussione il ritmo imposto dalla produzione industriale, dove ogni secondo deve essere utilizzato, ogni gesto ripetuto, ogni movimento calcolato.
E quando il ritmo della fabbrica diventa troppo veloce, il corpo è il primo a pagare.
Il brano invita a riprendersi il proprio corpo e il proprio tempo.
Riprendersi il tempo significava sottrarlo alla logica della produzione e restituirlo alla vita.
Perché il tempo non dovrebbe appartenere alla fabbrica.
Il tempo dovrebbe tornare a essere nostro.
Lavorare con lentezza è una canzone contro un sistema che rischia di trasformare chi lavora in una macchina.
Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo chi è veloce si fa male e finisce in ospedale in ospedale non c'è posto e si può morire presto
Nel 1974 Del Re pubblicò in modo autogestito l'album Il banditore, che contiene proprio Lavorare con lentezza, destinata a diventare una delle sue canzoni più conosciute.
Un lavoro attraversato da temi come capitalismo, emigrazione e lavoro.
Lavorare con lentezza nacque nel clima delle lotte operaie e contadine, ma la sua storia non rimase confinata al Mezzogiorno.
Tra il 1976 e il 1977 la canzone arrivò a Bologna e trovò un nuovo pubblico nel Movimento del ’77.
Un ruolo importante nella sua diffusione fu svolto da Radio Alice, una delle emittenti libere più rappresentative di quella stagione.
La canzone venne utilizzata come sigla delle trasmissioni e il suo invito a rallentare i ritmi produttivi entrò in sintonia con le idee dell'area dell'Autonomia Operaia e con la componente creativa e antiautoritaria del movimento.
Una canzone nata dentro le lotte sociali e operaie del Sud diventava così la voce di una nuova generazione a Bologna.
La storia di Lavorare con lentezza non finisce negli anni Settanta.
Nel 1998, il sassofonista Daniele Sepe ne realizzò una reinterpretazione nell'album Lavorare stanca, contribuendo a riportare l'attenzione sul repertorio di Del Re.
Poi, nel 2004, il regista Guido Chiesa realizzò Lavorare con lentezza – Radio Alice 100.6 MHz, film ambientato nella Bologna del Movimento del ’77.
Il titolo riprende proprio la canzone di Del Re e la canzone verrà anche inserita nella colonna sonora del film.
La figura dell'artista è stata raccontata anche attraverso libri e documentari come Enzo Del Re il corpofonista, della giornalista Timisoara Pinto, e il documentario Io e la mia sedia (2010), diretto da Angelo Amoroso Aragona.
Lavorare con lentezza nacque nel clima delle lotte operaie e contadine, ma la sua storia non rimase confinata al Mezzogiorno.
Tra il 1976 e il 1977 la canzone arrivò a Bologna e trovò un nuovo pubblico nel Movimento del ’77.
Un ruolo importante nella sua diffusione fu svolto da Radio Alice, una delle emittenti libere più rappresentative di quella stagione.
La canzone venne utilizzata come sigla delle trasmissioni e il suo invito a rallentare i ritmi produttivi entrò in sintonia con le idee dell'area dell'Autonomia Operaia e con la componente creativa e antiautoritaria del movimento.
Una canzone nata dentro le lotte sociali e operaie del Sud diventava così la voce di una nuova generazione a Bologna.
La storia di Lavorare con lentezza non finisce negli anni Settanta.
Nel 1998, il sassofonista Daniele Sepe ne realizzò una reinterpretazione nell'album Lavorare stanca, contribuendo a riportare l'attenzione sul repertorio di Del Re.
Poi, nel 2004, il regista Guido Chiesa realizzò Lavorare con lentezza – Radio Alice 100.6 MHz, film ambientato nella Bologna del Movimento del ’77.
Il titolo riprende proprio la canzone di Del Re e la canzone verrà anche inserita nella colonna sonora del film.
La figura dell'artista è stata raccontata anche attraverso libri e documentari come Enzo Del Re il corpofonista, della giornalista Timisoara Pinto, e il documentario Io e la mia sedia (2010), diretto da Angelo Amoroso Aragona.
Il 24 gennaio 2026, la band pugliese Acquasumarte pubblica su tutti gli store digitali e sulle principali piattaforme di streaming la propria versione.
Una scelta non casuale: la pubblicazione avviene proprio nel giorno in cui l’artista avrebbe compiuto 82 anni.
Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo ti saluto ti saluto, ti saluto a pugno chiuso nel mio pugno c'è la lotta contro la nocività
Vincenzo “Enzo” Del Re è stato un cantastorie proletario, un artista fuori dagli schemi che fece della propria musica una scelta di libertà.
Autodidatta e profondamente legato alla tradizione popolare pugliese, rifiutò le regole dell'industria discografica e costruì uno stile personale, essenziale e inconfondibile.
La sua musica non aveva bisogno di grandi orchestre.
Aveva bisogno della sua voce, del suo corpo e di pochi oggetti quotidiani.
Negli anni Sessanta e Settanta Del Re partecipò alle esperienze del teatro politico d'avanguardia, collaborando con Dario Fo in Nuova Scena e con Antonio Infantino, anche nell'ambito dei canti legati alle lotte politiche e sociali.
Anche il modo in cui Enzo Del Re faceva musica raccontava questa stessa idea.
Mentre i cantautori utilizzavano chitarre, pianoforti e altri strumenti tradizionali, Del Re scelse di trasformare il proprio corpo e gli oggetti di tutti i giorni in strumenti musicali.
Al centro delle sue esibizioni c'era soprattutto una sedia di legno impagliata.
La colpiva con le mani, i pugni, le nocche e le dita, ricavandone ritmi differenti.
Autodidatta e profondamente legato alla tradizione popolare pugliese, rifiutò le regole dell'industria discografica e costruì uno stile personale, essenziale e inconfondibile.
La sua musica non aveva bisogno di grandi orchestre.
Aveva bisogno della sua voce, del suo corpo e di pochi oggetti quotidiani.
Negli anni Sessanta e Settanta Del Re partecipò alle esperienze del teatro politico d'avanguardia, collaborando con Dario Fo in Nuova Scena e con Antonio Infantino, anche nell'ambito dei canti legati alle lotte politiche e sociali.
Anche il modo in cui Enzo Del Re faceva musica raccontava questa stessa idea.
Mentre i cantautori utilizzavano chitarre, pianoforti e altri strumenti tradizionali, Del Re scelse di trasformare il proprio corpo e gli oggetti di tutti i giorni in strumenti musicali.
Al centro delle sue esibizioni c'era soprattutto una sedia di legno impagliata.
La colpiva con le mani, i pugni, le nocche e le dita, ricavandone ritmi differenti.
A volte utilizzava anche scatoloni o una valigia da emigrante.
Poi c'era il suo corpo.
Il torace, la pancia, le guance diventavano percussioni.
I colpi si mescolavano agli schiocchi della lingua e alla voce.
Questa tecnica venne definita corpofonia: il corpo stesso diventava uno strumento musicale.
E quella sedia non era soltanto un oggetto.
Aveva anche un significato simbolico.
Era qualcosa di semplice, popolare, quotidiano.
Poi c'era il suo corpo.
Il torace, la pancia, le guance diventavano percussioni.
I colpi si mescolavano agli schiocchi della lingua e alla voce.
Questa tecnica venne definita corpofonia: il corpo stesso diventava uno strumento musicale.
E quella sedia non era soltanto un oggetto.
Aveva anche un significato simbolico.
Era qualcosa di semplice, popolare, quotidiano.
Un oggetto lontanissimo dalla tecnologia e dagli strumenti sofisticati dell'industria musicale.
Fino alla fine rimase fedele a una scelta artistica lontana dalle regole dello spettacolo tradizionale.
Enzo Del Re è morto il 6 giugno 2011, a Mola di Bari.
Fino alla fine rimase fedele a una scelta artistica lontana dalle regole dello spettacolo tradizionale.
Enzo Del Re è morto il 6 giugno 2011, a Mola di Bari.
Web:
Enzo Del Re Wikipedia – La sezione enciclopedica e la discografia dedicate a Enzo Del Re
Libri:
Lavorare con lentezza Enzo Del Re il corpofonista Timisoara Pinto
Discografia:
Il banditore - Enzo Del Re (LP)1974

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