"...La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare..."
Piero Calamandrei è stato un importante giurista, avvocato, professore universitario e intellettuale italiano, tra i fondatori del Partito d'Azione e una delle figure più significative dell'antifascismo e della nascita della Repubblica.
Dopo la laurea in giurisprudenza all'Università di Pisa, intraprese la carriera accademica e nel 1924 arrivò a insegnare diritto processuale civile all'Università di Firenze.
Considerato uno dei maggiori studiosi italiani della materia, partecipò anche alla riforma del Codice di procedura civile, promulgato nel 1940.
Durante il fascismo mantenne una posizione antifascista.
Partecipò agli ambienti clandestini dell'antifascismo e nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce.
Durante la guerra aderì a Giustizia e Libertà e fu tra i fondatori del Partito d'Azione.
Dopo la Liberazione partecipò alla ricostruzione democratica dell'Italia.
Nel 1946 fu eletto all'Assemblea Costituente, dove diede il suo contributo alla nascita della Costituzione italiana.
Fu poi deputato alla Camera e continuò a dedicarsi alla vita politica, alla professione di avvocato e all'attività culturale.
Per Calamandrei la Costituzione non era soltanto un insieme di leggi, ma il risultato del sacrificio di chi aveva combattuto per la libertà.
Questo legame tra Resistenza, libertà e Costituzione emerge con particolare forza nel celebre discorso rivolto agli studenti nel 1955.
Nel dopoguerra fondò inoltre la rivista Il Ponte, diventata uno spazio importante di discussione politica e culturale.
Morì a Firenze il 27 settembre 1956, a 67 anni.
È ricordato soprattutto per il suo impegno nella difesa della libertà, della democrazia e dei valori della Costituzione italiana, e per aver contribuito, con il suo lavoro di giurista e di uomo pubblico, alla costruzione dell'Italia democratica.

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